Parigi dichiara lo ‘stato di emergenza climatica’

Parigi emergenza clima

La città di Parigi si è dichiarata in uno “stato di emergenza climatica”. Sulla scia di molte città del mondo e, più recentemente, dei parlamenti di Regno Unito e Irlanda, anche la capitale francese fa sentire la sua voce e approva la mozione relativa alla “dichiarazione di emergenza climatica e ambientale” in città.

Nel contempo, l’amministrazione lancia anche la Académie du climat, una “Accademia sul clima” per i giovani, volta ad offrire un “luogo partecipativo ed educativo, libero” e quindi formare e sensibilizzare su argomenti ambientali pubblici durante tutta la loro scolarizzazione, o consentire lo sviluppo di progetti ambientali.

Tutte misure che mirano a “mantenere gli obiettivi dell’accordo di Parigi” adottato nel dicembre 2015, come dichiara l’assessore all’ambiente, Célia Blauel.

“Siamo in un momento storico – ha detto Anne Hidalgo, sindaco di Parigi – che deve accogliere una rivoluzione della coscienza. Potremmo essere l’ultima generazione a essere in grado di cambiare le cose”.

La sindaca di Parigi e il suo entourage non sono nuovi a una riqualificazione green della Ville Lumiere, stabilendo anche la creazione di una Assemblea di esperti sul clima (meteorologi, urbanisti, sociologi). Si moltiplicano, inoltre, costantemente, progetti ecologici come la pedonalizzazione delle rive del fiume, la rivegetazione a tutto tondo delle strade e delle piazze della capitale e la creazione di “foreste urbane” nella città per combattere il riscaldamento globale e gli effetti dell’inquinamento.

È di questi mesi, inoltre, il progetto di riqualificazione dell’area tra le due sponde della Senna, tra Place du Trocadéro e Champ de Mars, con l’obiettivo di creare entro il 2024 un totale di 54 ettari di aree completamente pedonali.

L’ecotassa sui voli

Sarà dal 2020 che ogni passeggero in viaggio su un volo in partenza dalla Francia dovrà pagare una ecotassa: su ogni biglietto aereo di un volo interno o intra europeo in partenza da questo Paese ci sarà una “tassa clima” da 1,50 euro in classe economica  e da 9 euro per la business. Per i voli intercontinentali, invece, si pagherà in più rispettivamente 3 euro e 18 euro.

E l’Italia? Per ora sta a guardare…

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