La città di Modena si candida a diventare la realtà più verde d’Italia e per farlo ha creato un che punta a tagliare il 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020.

Come? Con un piano dedicato alla ristrutturazione degli edifici scolastici, che diventeranno ad alta efficienza energetica, l’incremento del numero di biciclette pubbliche e dei tratti riservati alle piste ciclabili, un bio-digestore, interventi di ripristino del verde urbano, la costruzione di impianti fotovoltaici sul patrimonio pubblico e la creazione di una cooperativa solare a partecipazione popolare per utilizzare il tetto della scuola elementare “Saliceto Panaro”.

E questi sono solo alcuni dei 50 interventi che porteranno il Comune di Modena a tagliare il 20% dei consumi energetici e le emissioni di anidride carbonica rilasciate nell’atmosfera grazie all’approvvigionamento da fonti rinnovabili.

Il sindaco Giorgio Pighi mira così a stracciare via l’immagine di una Modena inquinata per rilanciare l’aspetto green della città e così ha messo in atto il suo Piano d’azione per l’energia sostenibile (Seap, già presentato all’Unione europea e al vaglio del Consiglio comunale), che prevede l’impiego di risorse pubbliche e private per circa 83 milioni di euro.

Si tratta di azioni che non sono solo del Comune, ma coinvolgono aziende, istituzioni e direttamente i cittadini– ha detto l’assessore comunale all’Ambiente, Simona Arletti- questo impegno richiederà risorse e investimenti, ma soprattutto un profondo cambiamento culturale, forse la parte più importante e difficile dell’intero progetto. Rispettare gli obiettivi europei e del patto dei sindaci sarà una sfida di condivisione e capacità di decidere, da realizzare come sistema Modena coinvolgendo le organizzazioni sociali”.

Verdiana Amorosi

Per saperne di più, scarica la presentazione del programma Seap