Marijuana: Torino dice sì alla cannabis non solo per uso terapeutico

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Torino dice sì all’uso della cannabis. Dopo un serrato dibattito, il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che invita il Parlamento Italiano ad affrontare il tema del “passaggio da un impianto di tipo proibizionistico ad un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe cosiddette ‘leggere’, con particolare riferimento alla cannabis e ai suoi derivati”.

Ferme restando, viene specificato, “le normative repressive del traffico internazionale e clandestino di droghe, oggetto di convenzioni internazionali”. Il provvedimento è stato approvato per un soffio, con 15 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti.

CANNABIS RICREATIVA – A sostenere l’ordine del giorno, oltre al primo firmatario Grimaldi (SEL), i consiglieri PD Alunno, Araldi (che ha presentato l’emendamento aggiuntivo riguardante il dibattito parlamentare), Carretta, Cassiani, Centillo, Cuntrò, La Ganga, Levi, Onofri, Paolino, Viale, i consiglieri 5 Stelle Appendino e Bertola (5 Stelle)e Sbriglio(IDV). L’opposizione di centrodestra ha votato compattamente contro il documento, mentre l sindaco Fassino ha scelto, invece, l’astensione.

In breve, il Consiglio chiede al Parlamento l’abolizione della restrittiva legge Fini-Giovanardi e il via libera alla produzione diretta di cannabis e al consumo, anche a scopo ricreativo, proprio come accaduto in Uruguay, primo Paese a legalizzare produzione e consumo di marijuana, e in Colorado, dove da poco la vendita e il consumo della marijuana sono diventati legali in tutto lo Stato.

CANNABIS TERAPEUTICA – C’è anche un’altra misura in materia di cannabis approvata sempre dal Consiglio comunale, questa volta con ben 24 voti favorevoli, tre contrari ed una astensione. È un Ordine del giorno, di cui è primo firmatario Silvio Viale, che invita la Regione Piemonte a concedere l’utilizzo di farmaci a base di cannabinolo. A tale scopo con l’atto si invita anche il Ministero della Sanità ad autorizzare la produzione di tali farmaci, sia su base naturale, sia su base sintetica, che attualmente possono solo essere importati.

Lo scopo è quello di portare in Piemonte l’esempio della Regione Veneto, dove è stata approvata una legge che consente sperimentalmente la distribuzione di farmaci derivati dalla cannabis, in ospedali e farmacie, dietro prescrizione medica, mentre Liguria e Toscana hanno autorizzato i propri cittadini a ricorrere a questo tipo di farmaci.

Roberta Ragni

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