Housing first: in Finlandia il programma che ha ridotto il numero dei senzatetto offrendo loro un…tetto

clochard

In Finlandia i senzatetto stanno diminuendo grazie al piano nazionale Housing First che prevede la garanzia di un alloggio per tutti, senza dover avere particolari requisiti o meriti.
Housing first è un progetto che ha ridato dignità a migliaia di persone e che ha fatto scendere il numero dei clochard finlandesi di oltre il 30%.

La casa prima di tutto

Housing first – la casa prima di tutto – è un progetto finlandese nato a Helsinki circa dieci anni fa per iniziativa di un sociologo, un medico, un vescovo e un politico che nel 2007 intervennero nel rapporto “Nimi Ovessa” (il tuo nome sulla porta). I quattro cercavano una soluzione a lungo termine per garantire una casa a chi non l’aveva, consci del fatto che le politiche adottate fino a quel momento si erano dimostrate fallimentari.
Soluzioni temporanee in cui i senzatetto venivano ospitati durante i mesi freddi, infatti, non avevano risolto il problema e i centri di accoglienza divenivano luoghi in cui violenza e degrado dilagavano, facendo preferire ai clochard di dormire in strada anziché essere ospitati in luoghi ancora più pericolosi.
Molti programmi di intervento per offrire un alloggio ai senzatetto poi, richiedevano requisiti che i senzatetto non riuscivano a soddisfare, come l’aver risolto dipendenze da droghe o alcool: chi vive per strada e non ha un lavoro cade spesso nel tunnel delle dipendenze e uscirne non è facile.
Con il programma Housing first si è pensato di partire proprio dalla casa per consentire alle persone di ricostruire la propria vita: la casa non più vista come ricompensa per un percorso ma come punto di partenza per il reinserimento in società di persone in difficoltà.
L’iniziativa è stata realizzata grazie a finanziamenti statali, comunali e di diverse organizzazioni non governative e dal 2008 a oggi ha creato circa 3.500 alloggi, riducendo di oltre il 30% il numero dei senzatetto finlandesi.

Commovente la dichiarazione rilasciata al Guardian da Tatu Ainesmaa, un 32enne che ha ottenuto la casa grazie a Housing First:

“È un vero miracolo”, dice Tatu “Ho vissuto in alcune comuni, ma tutti si drogavano e sono dovuto andarmene. Ho avuto relazioni sbagliate: stessa cosa. Ho dormito sul divano di mio fratello. Sono stato in un dormitorio. Non ho mai avuto una casa mia. Questa per me è una cosa fantastica”.

Secondo quanto riportato dal Guardian, Housing first è costato finora circa 250 milioni di euro alla Finlandia: per ogni ex senzatetto il Paese ha però risparmiato in spese sanitarie, giudiziari e sociali pari a 15mila euro per ogni persona aiutata.

Come funziona Housing first

Per ottenere una casa, i senzatetto non devono avere particolari requisiti o meriti: l’abitazione viene concessa senza condizioni. Le abitazioni sono di proprietà del comune di Helsinki, spesso frutto della riconversione di ostelli o strutture ricettive preesistenti.
Dopo un periodo di prova della durata di tre mesi, agli ex senzatetto viene somministrato un contratto di affitto. Nel caso in cui l’ex senzatetto avesse una fonte di redditto, gli viene richiesto di contribuire almeno in parte alle spese di locazione.
L’inquilino può rimanere nell’appartamento assegnato a tempo indeterminato a meno che non infrangano le regole: in alcuni casi ad esempio non possono essere introdotti in casa alcool o droghe.
Gli ex senzatetto vengono poi accompagnati in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo che prevede la risoluzione di eventuali dipendenze e la ricerca di un’occupazione.

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Tatiana Maselli

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