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Buche sulle strade: l’Università di Leeds sta sperimentando un metodo robotico green, attraverso droni, per ripararle (quasi) in automatico. La tecnologia si inserisce in un più ampio progetto di ricerca pionieristico nazionale di 4,2 milioni di sterline con l’obbiettivo di creare “città autoriparanti”.

Il problema delle buche sulle strade è molto sentito in molte città del mondo, anche qui in Italia, dove non mancano proteste per la situazioni divenute insostenibili. Queste sono infatti un oggettivo pericolo e in più, quando pure i lavori iniziano, si genera indubbio caos in città dove il traffico, già di per sé, rende difficile la circolazione anche dei mezzi pubblici.

In questo quadro si inserisce l’idea dell’Università di Leeds, che intende sviluppare dei piccoli robot “volanti” per identificare diversi problemi delle città, buche comprese, in particolare con tubazioni, lampioni stradali e strade, e per risolverli con un impatto ambientale minimo e minima interruzione del servizio pubblico.

I ricercatori, in particolare, svilupperanno nuovi design e tecnologie di robot in tre aree:

  • Sviluppo di droni che possono essere sistemati sulle strutture in altezza e svolgere attività di riparazione, ad esempio, dei lampioni stradali;
  • Messa a punto di droni in grado di ispezionare, rilevare, riparare e prevenire autonomamente le buche sulle strade;
  • Sviluppo di robot che funzioneranno a tempo indeterminato all’interno delle tubazioni di pubblica utilità con attività di ispezione, riparazione, misurazione e monitoraggio

“Vogliamo rendere Leeds la prima città al mondo ad avere zero interruzioni per i lavori stradali" ha dichiarato Phil Purnell, della School of Civil Engineering, che guida la ricerca.

Il team lavorerà con il Comune di Leeds e con la UK Collaboration for Research in Infrastructure and Cities (Ukcric) per garantire che i robot vengano accuratamente testati prima di essere sperimentati sulle strade.

Ci auguriamo comunque, che, qualora il metodo risultasse efficace, possa essere esteso il prima possibile a molte realtà cittadine oggi particolarmente difficili.

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Roberta De Carolis

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