BolognaÈ Bologna la città più eco-mobile d'Italia. Ad incoronare ancora una volta il capoluogo emiliano (risultato primo anche nel 2007) e a dare i voti alla mobilità sostenibile delle 50 metropoli italiane arriva puntuale il rapporto 2009 di Euromobility, giunto alla sua terza edizione e presentato stamattina a Roma presso la Fondazione Europea Dragan.

Il dossier "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", redatto con il patrocinio del Ministero dell'ambiente del Territorio e del Mare e con il contributo di Assogasliquidi e del Consorzio Ecogas, fotografa ancora una volta un Italia a due velocità dal punto di vista degli sforzi e dell'innovazione sul fronte dei trasporti puliti: un centro nord che prova a stare al passo con i tempi e ad attrezzarsi con soluzioni maggiormente eco-compatibili e un sud che, usando le parole di Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility, "tranne rare eccezioni, arranca''.

Ed infatti, basta guardare la top ten della classifica, dove figurano ben 4 città emiliane, per accorgersi del divario che rispetto allo scorso si è addirittura accentuato. Bari, unica esponente del Sud a figurare tra le prime dieci, scende dal 7° al 9° posto, poi bisogna attendere la 28° posizione per trovare un'altra città meridionale, Foggia che comunque scivola di ben 12 gradini rispetto allo scorso anno.

Sul podio, dopo Bologna, a cui è stato riconosciuto il merito di aver tenuto lo smog sotto controllo e creato un trasporto pubblico che funziona, ma anche aver investito in innovazioni nella gestione della mobilità e nelle auto a basso impatto ambientale, salgono rispettivamente Firenze e Parma che però si deve accontentare del bronzo dopo essere stata in vetta alla classifica nel 2008. Seguono Trento e Milano rispettivamente al quarto e quinto posto: la metropoli lombarda scavalca ben nove posizioni e "surclassa" Roma che, al contrario precipita in 18° posizione (lo scorso anno era 13°)

Di contro, la città risultata più insostenibile è ancora una volta Taranto, seguita da Sassari e Catania che arretrano entrambe di 3 gradini.

classifica_euromobility

METODOLOGIA E INDICATORI

Per stilare la graduatoria sono state monitorate 50 città italiane: i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superioreai 100.000 abitanti nelle quali si è tenuto conto di diversi indicatori e, in particolare:

 

  • le innovaizoni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, piattaforme logistiche per le merci, mobility manager, ecc;

  • presenza di auto di nuova generazione o alimentate con combustibili meno inquinanti (GPL, metano)

  • l'offerta di trasporto pubblico,

  • piste ciclabili

  • strumenti di gestione e pianificazione del traffico

Considerando i singoli fattori emerge ad esempio come Milano sia la città più attiva ad adottare misure di mobilità alternativa come il bike sharing comunale quadruplicato nell'ultimo anno, con 12.346 utenti che utilizzano il servizio elettronico a tessera magnetica (a Roma lo utilizzano 8.700 utenti).

E il Capoluogo lombardo detiene il primato anche per i fan del car-sharing, seguito da Venezia, come pure il record di offerta del trasporto pubblico, dove eccelgono anche Roma e Venezia.

Sul fronte delle auto, gli incentivi hanno favorito il boom di quelle alimentate a gas in tutte 50 città, con un aumento del 29,29% per le auto a metano e del 14,77 per le auto a GPL. Vanno a tutto gas Ravenna, Bologna e Ferrara con una media superiore al 12%. Fanalini di coda in questa classifica Trieste, Aosta e Udine che non raggiungono neanche il punto percentuale. Napoli svetta in negativo nella classifica del parco auto più inquinante.

È il traffico però l'elemento in cui la Capitale si distingue veramente in negativo insieme a Latina che detiene il più alto tasso di motorizzazione, l'indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente con 72 auto ogni 100 abitanti (Roma ne ha 70). Almeno, però, da un sondaggio effettuato da Euromobility emerge come 9 italiani su 10 tengano conto dell'ambiente quando acquistano un nuovo veicolo.

Ma il rapporto analizza anche la qualità dell' aria delle città italiane per quanto riguarda le pericolose polveri sottili. Grazie anche al fatto che nel 2008, è piovuto molto, si è assistito ad un miglioramento generalizzato nei livelli di PM10 in tutte le città, tranne a Siracusa dove l' aria è addirittura peggiorata. Sul fronte dello smog la città dove "tira l'aria migliore" è Genova con una media di 20 microgrammi di PM10 al metro cubo.

Simona Falasca

 

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