Zoo in UK avverte: “Abbatteremo tutti gli animali se non avremo finanziamenti per sfamarli”

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Lo zoo di Twycross nel Leicestershire,  nel Regno Unito, avverte che potrebbe esserci un “abbattimento di massa” di animali visto che la struttura non è rientrata nel prestito governativo di emergenza, emesso dal governo per la pandemia di coronavirus. Così a farne le spese sono come sempre gli animali.

Ad annunciare la decisione è direttamente il ceo dello zoo di Twycross, Sharon Redrobe OBE, che avverte i parlamentari di una vera e propria crisi dello zoo senza i finanziamenti governativi. La struttura ha aperto il 15 giugno, ma con le restrizioni della pandemia, non ci sono visitatori, così questi poveri animali vivono un’emergenza nell’emergenza. Twycross Zoo è stato chiuso per 83 giorni, il periodo più lungo della sua storia, la struttura esiste da ben 57 anni. Di recente i gestori avevano chiesto di poter rientrare nel finanziamento governativo.

“Come la maggior parte delle aziende, abbiamo avuto la possibilità di sopravvivere per 3 mesi. Senza ulteriori finanziamenti, il migliore scenario è che soffriremo una morte lenta e dolorosa, il peggiore è il più probabile, quello che saremo a corto di denaro contante entro il 2021 o addirittura entro la fine del 2020 se ci troviamo di fronte un altro blocco. Non ci saranno miglioramenti nel benessere degli animali nei prossimi anni e moriremo lentamente. Abbiamo bisogno di 11,5 milioni di sterline per sopravvivere a questi scenari”, spiega il ceo.

E continua:

“Non garantire benessere agli animali e vedere il degrado delle strutture, sappiamo tutti che è un’altra strada per la chiusura. La perdita di una vasta collezione di specie in via di estinzione sarebbe devastante e quando dico perdita, oserei dire, potenzialmente un abbattimento di massa dato che siamo tutti nella stessa barca. Nessun altro zoo al mondo ha i fondi per creare immediatamente nuovi recinti in quanto costano milioni. Siamo tutti di fronte allo stesso finale”.

Un finale triste per animali, molti dei quali nati in cattività e diventati loro malgrado attrazioni turistiche. Già duramente messi alla prova durante la pandemia e che ora rischiano anche di essere abbattuti perché non ci sono più soldi. Di solito, questo zoo, ha mezzo milione di visitatori all’anno. Il suo sito di 80 acri ha circa 500 animali di 125 specie e tutti e quattro i tipi di grandi scimmie: gorilla, oranghi, scimpanzé e bonobo.

“Abbiamo bisogno di finanziamenti a breve termine che non ci strozzino”, chiosa Sharon Redrobe OBE. E noi speriamo che la situazione si risolva prima che sia troppo tardi per questi poveri animali, già costretti a subire mancanza di libertà, forme di detenzione che non potranno mai soddisfare i bisogni etologici e sfruttamento a fini commerciali.

Fonte: Zoo di Twycross

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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