Wuhan vieta il consumo e il commercio di carne di animali selvatici per 5 anni

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Wuhan vieta il consumo e il commercio illegale di carne di animali selvatici per 5 anni. La decisione dell’amministrazione locale arriva dopo che in tutti questi mesi la pandemia di coronavirus è stata attribuita da numerosi esperti, proprio al consumo di pipistrelli e altri animali selvatici nei cosiddetti wet market.

La Cina aveva già dato disposizioni a livello nazionale sul consumo di animali selvatici ponendo appunto il divieto. A marzo, i wet market di Wuhan, da cui è partita la pandemia, avevano riaperto, ma sul banco non c’erano più pipistrelli, serpenti, pangolini e altri. Non dimentichiamo che tra le ipotesi di come il coronavirus si sia sviluppato c’è anche il consumo di carne di serpente e zuppe di pipistrello. Durante il picco della pandemia,infatti, il consumo era stato dichiarato illegale. Adesso, in una nota ripresa sui social, l’amministrazione locale, ha annunciato mercoledì che il consumo e il commercio sono ufficialmente vietati.

Wuhan ha 11milioni di abitanti ed è diventata tristemente nota per essere la città da cui è partito il focolaio, ma adesso l’ordinanza dell’amministrazione comunale cinese pone regole molto rigide, stabilendo che è proibito mangiare, cacciare o dar da mangiare ad animali selvatici, inclusi quelli terrestri qualificati come specie protetta. Regole che varranno cinque anni e poi si deciderà sul da farsi. Sul piano della caccia, un passo in avanti è quello di aver dichiarato Wuhan ‘un santuario della fauna selvatica’, ad eccezione della caccia portata avanti per ricerca scientifica, monitoraggio malattie epidemiche. Una vittoria a metà insomma, soprattutto perché speriamo che questa clausola non replichi la situazione che c’è in Giappone con le balene: la caccia di fatto è vietata tranne che per scopi scientifici, che poi dà vita a una mattanza.

Ecco cosa succede nei wet market:

Secondo il governo ci saranno poi numerosi controlli sugli allevamenti, frenando il commercio di animali esotici che spesso vengono utilizzati per la medicina tradizionale cinese. Rimane comunque la possibilità di commercio legale per altri scopi come ricerca e medicina.

WET MARKET ASIA

@PETA ASIA

WET MARKET ASIA

@PETA ASIA

©Animal equality

Comunque è la prima volta che viene varato un piano del genere che potrebbe finalmente porre fine a tutto ciò che si consuma all’interno dei wet market di cui abbiamo più volte parlato, ma l’ordinanza non menziona la questione cani e gatti (vietati in due città cinesi, ovvero Shenzhen e Zhuhai). Tali annunci sono arrivati ​​in seguito a una proposta del governo secondo cui i cani dovrebbero essere visti come “animali da compagnia” e non cibo.

Qui l’ordinanza del governo di Wuhan

Fonti: Wuhan gov/CBSNews

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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