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Oggi si celebra il World Sea Turtle Day, ma per le tartarughe marine c’è ben poco da festeggiare

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Si celebra oggi, 16 giugno, la Giornata mondiale delle tartarughe marine, istituita dall’Ong American Tortoise Rescue con l’intento di sensibilizzare sulle condizioni di questa specie e sullo stato dei loro habitat. Ma, purtroppo, per queste straordinarie e antichissime creature c’è ben poco da festeggiare. Infatti, le specie di tartaruga marina che vivono nei nostri mari e oceani sono sempre più minacciate dall’attività dell’uomo. Tra queste rientra anche la Caretta Caretta, specie diffusa nel Mar Mediterraneo, che è stata classificata come “in pericolo” dall’IUCN. 

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Tartarughe marine sempre più in pericolo a causa dell’uomo

Le tartarughe marine vivono sulla Terra da milioni di anni e sono considerate un simbolo di forza, resilienza e longevità. Ma negli ultimi decenni questi splendidi animali devono fare i conti con un numero crescente di minacce: la cementificazione, il degrado delle coste dove nidificano e la pesca accidentale. Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate durante battute di pesce nel Mediterraneo e che di queste più di 40.000 muoiano.

Un altro enorme problema che affligge le tartarughe marine è l’inquinamento da plastica. Secondo diversi studi, una tartaruga marina su due che vive nel Mediterraneo ha ingerito plastica. Soltanto negli ultimi sei mesi 30 delle 230 tartarughe marine state trovate in difficoltà e portate nei centri di recupero WWF di Molfetta e Policoro avevano frammenti di plastica nello stomaco o nell’intestino, che hanno provocato conseguenze più o meno gravi sulla loro salute. E non è raro che buste e altri oggetti di plastica si trasformino in trappole mortali per questi animali marini.

Come se non fosse già abbastanza, le tartarughe marine rientrano tra gli animali più trafficati illegalmente a livello mondiale, soprattutto in certi Paesi come il Giappone, dove i loro bellissimi carapaci vengono utilizzati per realizzare ornamenti. 

Infine, anche la crisi climatica gioca un ruolo cruciale per la sopravvivenza delle tartarughe marine. Per questi animali, il problema è ancora più urgente e profondo, a causa della loro abitudine di deporre le uova nella sabbia dei litorali, a poca distanza dalla battigia. Con l’innalzamento del livello dei mari provocati dallo scioglimenti dei ghiacciai, le uova rischiano di essere sommerse dalle acque e i piccoli e i piccoli embrioni rischiano di essere soffocati nelle primissime settimane della loro crescita. Inoltre, si è scoperto che il sesso di questi esemplari è determinato dalla temperatura della sabbia in cui le uova sono state incubate. E il progressivo aumento delle temperature, provocato anche dalla presenza massiccia di rifiuti di plastica, sta portando alla nascita di un numero crescente di tartarughe femmine e meno maschi, provocando gravi conseguenze sulla loro attività riproduttiva.

Fonte: WWF

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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