Fuggiti dagli zoo nel secolo scorso, i wallaby stanno colonizzando la Gran Bretagna (e non è una buona notizia)

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I wallaby sono stati avvistati tantissime volte negli ultimi dieci anni in tutto il Regno Unito, inclusa l’Irlanda del Nord. Proprio così e sembra strano, ma proprio nei terreni agricoli dell’Inghilterra e in mezzo al suo clima instabile i wallaby dal collo rosso hanno trovato casa. Perché?

È da più di un secolo che questo marsupiale (Notamacropus rufogriseus) è presente in Gran Bretagna, praticamente importato per piazzarlo negli zoo o nelle collezioni private, dove era una vera e propria attrazione popolare. Col tempo, molti wallaby si sono dati alla fuga e si sono abbastanza adattati in modo da sopravvivere nella campagna britannica.

È per questo che il numero di animali selvatici in Gran Bretagna è aumentato tanto che alla fine una popolazione si è stabilita nel Peak District (anche se probabilmente si è estinto dal 2009). Tuttavia, i wallaby selvaggi continuano a essere registrati in tutta la Gran Bretagna, con avvistamenti occasionali anche lungo l’autostrada.

Una “invasione” che potrebbe avere conseguenze negative?

Certo. Stando al rapporto “Where’s wallaby?”, a firma delle Università di Dublino e del South Wales, l’introduzione di specie invasive e non native può avere impatti sostanziali sulle specie native e i wallaby possono non fare eccezione.

Per scoprire quale impatto potrebbe avere una popolazione consolidata di wallaby in Gran Bretagna, gli studiosi hanno voluto prima stabilire dove potrebbero essere trovati wallaby selvatici, quanto spesso vengono registrati e se ci sono popolazioni attuali e stabilite.

Due anni fa gli studiosi hanno cominciato a rispondere ad alcune di queste domande raccogliendo dati da notizie, social media e archivi di dati pubblici per il periodo 2008-2018.

Da questi dati, ora pubblicati sulla rivista Ecology and Evolution, hanno mappato la distribuzione degli avvistamenti di wallaby in tutta la Gran Bretagna.

wallaby uk

©Lycaonpictus93

Ad essere stati registrati sono ben 95 avvistamenti confermati tra il 2008 e il 2018. La maggior parte si trovava nel sud dell’Inghilterra, come nel Kent:

La ricerca getta nuova luce sui wallaby selvatici in Gran Bretagna ma, come sempre con uno studio di questa portata, pone anche più domande che risposte.

La popolazione dei wallaby potrebbe ad esempio avere un impatto negativo sulle piante autoctone britanniche. Mangiano principalmente erbe, radici e foglie e competerebbero con lepri, conigli e pecore. Potrebbero persino esacerbare i crescenti impatti dei cervi muntjac. Detto questo, è improbabile che i wallaby siano distruttivi per la vegetazione in Gran Bretagna come in Nuova Zelanda – sebbene non siano nativi, la pressione del pascolo dei mammiferi è un processo consolidato negli ecosistemi britannici.

E non solo: i wallaby selvatici potrebbero anche portare malattie trasmissibili ad altre specie o all’uomo, come la leishmaniosi, la fascioliasi e la Salmonella.

Fonte: Ecology and Evolution

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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