Record mondiale di volo per l’uccello che ha fatto 12mila chilometri, dall’Alaska alla Nuova Zelanda, in 11 giorni non stop

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Non a caso si dice abbia la struttura aerodinamica di un “caccia a reazione” e ora questo uccello è stato rintracciato dopo aver volato per più di 12mila km dall’Alaska fino alla Nuova Zelanda, stabilendo un nuovo record mondiale per il volo aviario non-stop. È la pittima reale, partita il 16 settembre e arrivata in una baia vicino ad Auckland 11 giorni dopo, volando velocità di circa 88 km orari.

Il “sorvegliato speciale” è un esemplare maschio, conosciuto con la sigla 4BBRW (in riferimento agli anelli blu, blu, rosso e bianco montati sulle sue zampe), ed è uno dei quattro partiti insieme dalle distese fangose dell’Alaska – dove si erano nutriti di vongole e vermi per due mesi – studiati dal Global Flyway Network, un gruppo di conservazione che studia proprio gli uccelli costieri migratori a lunga distanza.

Le pittime reali (Limosa limosa) sono uccelli eccezionali, con alcune rotte migratorie incredibilmente lunghe. Sono uccelli trampolieri che trascorrono le estati nelle regioni artiche dell’emisfero settentrionale (dove si riproducono), per poi volare a sud per l’inverno, in alcuni casi fino all’Australia e alla Nuova Zelanda. Va da sé, quindi, che quegli esemplari che cercano di trasferirsi dall’Alaska alla Nuova Zelanda devono compiere un volo epico sull’Oceano Pacifico.

E per 4BBRW, ciò ha portato a un volo senza soste da record, in cui l’uccello ha volato per 12.854 km, dotato com’era di un tag satellitare da 5 g, che consentiva il monitoraggio GPS.

Il precedente record di volo senza scali appartiene a una pittima reale dalla coda a barre, che nel 2007 ha volato per 11.680 km durante un viaggio simile.

Gli scienziati non sono del tutto sicuri di come questi uccelli siano in grado di fare lunghissimi viaggi senza mangiare o dormire, ma hanno alcune idee, come descritto in uno studio dell’Università di Lund del 2011:

Una spiegazione è che consumano insolitamente poca energia rispetto ad altre specie di uccelli. Anders Hedenström [un ecologo dell’Università di Lund] ha calcolato che la pittima reale dalla coda a barre consuma lo 0,41% del suo peso corporeo ogni ora durante il suo lungo volo e questa cifra è estremamente bassa rispetto ad altri uccelli migratori.

Tuttavia, anche altri fattori giocano un ruolo. È importante avere il giusto rapporto tra peso corporeo e taglia per poter trasportare energia sufficiente per l’intero volo. L’energia comprende principalmente grasso corporeo e in una certa misura anche proteine. È anche importante avere una forma del corpo aerodinamica in modo da ridurre al minimo la resistenza dell’aria. Un ulteriore fattore di successo è la velocità di volo. La pittima reale è un volantino veloce, il che significa che può coprire lunghe distanze in un tempo ragionevole.

Purtroppo, le pittime reali sono elencate dalla IUCN come specie quasi minacciate, poiché la loro popolazione è in declino.

Fonti: The Guardian / Science Daily

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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