I visoni infettati dal Covid mutato “risorgono” dalle tombe dopo le sepolture di massa (e in Italia iniziano gli abbattimenti)

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Scene macabre arrivano dalla Danimarca dove orde di visoni abbattuti a causa del Covid riaffiorano dali terreni. Scene da film horror ma purtroppo reali. Le immagini hanno fatto il giro di tutti i media danesi.

In particolare, l’emittente pubblica danese DR ha mostrato immagini che mostrano cumuli di animali che fuoriescono dalla loro fossa comune. La tomba si trova presso il campo di addestramento militare di Holstebro nel nord-ovest del paese.

Qui gli animali erano stati sepolti dopo il loro abbattimento. I visoni infatti erano stati abbattuti per paura che una versione mutata del Covid-19,trovata in alcuni di essi, potesse diffondersi agli esseri umani e impedire al vaccino di funzionare efficacemente.

Ma perché i cadaveri dei visoni stanno riemergendo dal terreno? A fornire una spiegazione è stato un portavoce della polizia, Thomas Kristensen:

“I gas si formano durante la decomposizione, il che fa gonfiare un po’ i corpi e, nel peggiore dei casi, vengono spinti fuori dal terreno”

Si tratta di un fenomeno naturale, secondo i funzionari, legato al processo di decomposizione. Ma fa comunque discutere e ci si chiede se davvero gli animali siano stati sepolti correttamente.

Qui il problema sembra legato al terreno sabbioso dello Jutland occidentale che si è dimostrato troppo “leggero” e dunque ha favorito la ricomparsa dei visoni.

“Un metro di suolo non è solo un metro di suolo. Dipende da cosa è fatto. Ecco perché l’abbiamo visto accadere” spiega la Polizia.

Kristensen ha spiegato che non era la prima volta che si verificava una cosa del genere. Apparentemente le autorità hanno cercato di risolvere il problema mettendo più terra sopra le carcasse, ma non è stato sufficiente.

Il rischio di infezione è minimo

Alla luce di quanto accaduto adesso i visoni saranno sepolti sotto 2,5 metri di terreno, anziché solo uno, il che dovrebbe impedire che riemergano in superficie. Le fosse sono state coperte con altro terreno. L’area è sorvegliata, e nel lungo periodo sarà anche recintata perché anche se è minimo, c’è un rischio di infezione associato agli animali morti.

Questi ultimi, dopo il decesso, vengono trattati con disinfettante:

“Ma detto questo, non è mai salutare avvicinarsi ad animali morti, quindi è ovviamente qualcosa da cui stare alla larga” prosegue Kristensen. “Il visone infettato trasmette il coronavirus principalmente attraverso la respirazione, quindi un animale morto infetta meno di uno vivo, ma potrebbero esserci ancora batteri nella pelliccia”.

Dall’inizio del mese di novembre solo in Danimarca sono stati abbattuti da 15 a 17 milioni di visoni.

Il quotidiano danese National Berlingske ha ironizzato sulla situazione scrivendo: “Visoni zombi risorgono dalle tomba per vendicarsi”.

E in Italia?

Nel nostro paese sono appena iniziati gli abbattimenti. Nei giorni scorsi, il Ministero della salute ha disposto la sospensione degli allevamenti anche nel nostro paese, vista la presenza di focolai di Covid potenzialmente pericolosi per l’uomo. In questi giorni è previsto l’abbattimento di circa 30mila animali perché alcuni sono risultati positivi al coronavirus.

Un’ecatombe che poteva essere evitata se solo fossero stati chiusi gli allevamenti di visoni molto tempo fa.

 

Fonti di riferimento: DR

 

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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