La verdesca trovata con un anello di plastica nel muso

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Con il muso deformato da un anello di sicurezza di plastica. Un’immagine drammatica quella che mostra gli effetti devastanti dell’inquinamento marino su una verdesca di circa 70 centimetri.

È successo in Puglia dove a Peschici una giovanissima verdesca è stata trovata con un vero e proprio solco attorno al muso per colpa di un anello di plastica,quelli che solitamente troviamo nelle bottiglie.

Nelle foto scattate da Domenico Ottaviano si vede chiaramente che la plastica ha causato un’infezione e sanguinamento e probabilmente il giovane squalo azzurro è morto per quello.

In realtà però, non si sa se la verdesca era spiaggiata o è stata pescata ancora viva, quel che è certo è che lo spettacolo non è dei migliori e mostra ancora una volta quanto sia grave il problema dell’inquinamento marino.

Chissà da quanto tempo quell’anello impediva all’animale di nuotare serenamente e che sofferenze gli ha causato. Anche se le denunciamo spesso, a queste immagini non ci abitueremo mai soprattutto nel caso dello squalo azzurro, specie in pericolo a causa della pesca industriale e non sostenibile.

verdesca plastica1

Ricordiamo che sono scomparsi in molti mari e sicuramente anche la plastica è imputata nel rischio di estinzione. Come dimenticare il capodoglio trovato con 30 chili di rifiuti nello stomaco? E ancora la balena norvegese con 30 sacchetti di plastica nell’apparato digerente?

Secondo lo studio intitolato “The New Plastics Economy: Rethinking the future of plastics”, realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation tra 35 anni gli oceani potrebbero contenere addirittura più bottiglie di plastica che pesci.

verdesca plastica

Ma già adesso, gli oceani contengono oltre 165 milioni di tonnellate di plastica, per cui, se entro il 2025 non verranno attuate strategie efficaci contro l’inquinamento marino, gli oceani conterranno 1,1 tonnellate di plastica ogni 3 tonnellate di pesce fino ad arrivare al sorpasso della plastica sui pesci.

Nonostante ci siano passi in avanti nella pulizia dell’oceano dalla plastica: dalla macchina di Boyan Slat al robot inventato da una bambina che dovrebbe liberarci dalle microplastiche, la strada è tutta in salita e come sempre, a pagarne le spese sono i nostri amici animali.

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Dominella Trunfio

Foto

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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