A sorpresa, è l’Ue il più grande esportatore mondiale di animali vivi

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Se pensiamo all’esportazione di animali vivi nel mondo ci potremmo aspettare che a fare da capofila vi siano paesi come Cina o Stati Uniti. In realtà è l’Ue il più grande esportatore al mondo.

L’Ue ha esportato oltre 1,8 miliardi di polli, maiali, pecore, capre e bovini nel 2019 e una nuova analisi suggerisce che proprio il continente in cui viviamo potrebbe essere responsabile dell’80%  del commercio mondiale di animali vivi da allevamento. Un settore tristemente noto per essere ancora molto lontano dal garantire il benessere animale (sempre che sia mai possibile negli allevamenti di tipo industriale).

Questi dati sono stati forniti al quotidiano The Guardian dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

Preoccupano in questo caso le condizioni degli animali durante il trasporto, preoccupazioni che hanno portato l’Ue a istituire l’anno scorso una commissione d’inchiesta per indagare sulle problematiche del settore e che riguardano appunto il benessere animale.

La regolamentazione attuale è inadeguata e permette di fatto (come dimostrato da diverse investigazioni) che durante i viaggi o una volta raggiunta la loro destinazione, gli animali siano esposti a crudeltà assolutamente inaccettabili.

Pensiamo ad esempio alla situazione dei suini in Danimarca (il più grande esportatore di maiali al mondo) che, secondo quanto dichiarato da Ditte Erichsen veterinaria di Animal Protection Denmark,  sono per la maggior parte suinetti di circa tre mesi costretti ad un viaggio che spesso supera le otto ore. Secondo i dati di Eurostat, circa 15,7 milioni di suini danesi hanno lasciato il paese nel 2019.

Rischi particolari per i maiali, ha dichiarato la veterinaria danese, sono lo stress da caldo perché i maiali non possono sudare, il soffocamento dovuto al sovraffollamento, la fame e la sete prolungate e lo spazio insufficiente per riposare.

Parliamo di situazioni di grande stress durante il carico e lo scarico, lesioni, fame, sete ed esaurimento che riguardano non solo i maiali ma tutte le altre specie trasportate. Crudeltà terribili  che emergono anche da un recentissimo rapporto pubblicato dall’organizzazione di difesa degli animali Eurogroup for Animals in cui si chiede una riforma normativa che includa, tra le altre cose, tempi di viaggio più brevi.

@eurogroupforanimals.org

@eurogroupforanimals.org

Lo stesso eurogruppo, tra l’altro, ha chiesto alla Commissione Europea di modificare il progetto di legge e di chiarire che la produzione di bestiame industriale non può essere considerata sostenibile.

Il governo del Regno Unito propone invece di vietare l’esportazione di animali vivi dall’Inghilterra e dal Galles, a meno che non sia per l’allevamento o per un uso a lungo termine, non dunque per l’ingrasso e la macellazione.

Si può e si deve fare molto di più per i miliardi di animali che vengono commercializzati in tutto il modo, il più delle volte senza un minimo di pietà e rispetto.

Fonte: The Guardian / Eurogroup for Animals

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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