Uccidere i cani non adottati per risolvere il randagismo. Tremonti nella bufera

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I cani vanno curati, seguiti, vaccinati. Non vanno lasciati in un canile per far arricchire chi specula sulla loro pelle. Meglio ucciderli allora. Si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare”. Queste le parole che Angiola Tremonti, consigliere comunale di minoranza a Cantù (in provincia di Como) – e sorella dell’attuale ministro delle finanze – ha riferito al quotidiano La Provincia, commentando la richiesta di informazioni che ha inviato al Comune comasco, in cui è lamentata degli eccessivi oneri per la gestione del canile consortile di Mariano Comense, finanziato da 14 Comuni della zona.

Insomma, siccome costa troppo mantenere i cani, è meglio abbatterli. Subito – come era prevedibile – si sono scatenate le polemiche contro l’infelice dichiarazione, tanto da costringere il consigliere a ritrattare le sue parole: “Io, uccidere i cani? Ma non ucciderei mai neanche un ragno, che ha pari dignità. La mia è stata una presa di posizione nei confronti dell’Amministrazione comunale di Cantù che da ben tre settimane aveva in mano una mia richiesta relativa al bilancio, alla gestione economica, alla storicità e all’esistenza di un canile comunale”.

Poi, contestualizzando la sua idea, ha aggiunto: “Il tutto nasce dalle mie richieste di informazioni e discorso dei cani è esattamente in questi termini – ha detto – io faccio delle riflessioni razionali per cui gli animali hanno tutti pari dignità, la formica come l’elefante, le galline, i conigli. E dal momento che un animale ha un proprietario acquista la sua dignità. Può sembrare strano ma la dignità dell’animale è legata al fatto che ci sia qualcuno che se ne prende cura. Per esempio: con la derattizzazione si uccidono un sacco di topi e nessuno ha nulla da ridire. E il randagismo? Qualcuno avrà da guadagnare nel mantenerlo. Il randagismo crea e cambia l’equilibrio degli animali selvatici che noi invece vogliamo proteggere. Allora, cerchiamo di non confondere la visione degli animali che ci è stata progettata da Walt Disney, cerchiamo di mettere i piedi per terra e valutare la situazione. Ci vuole coerenza – ha concluso il consigliere – Non possiamo uccidere tranquillamente i polli da mangiare e scandalizzarci per i randagi da sopprimere che portano malattie. Non è mio compito comunque prendere delle decisioni”.

Foto: laprovinciadicomo.it

 

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