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Questo uccello non sa più cantare il linguaggio della sua specie e rischia l’estinzione (per colpa dell’uomo)

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In natura rimangono poche centinaia di succiamiele del reggente e senza i maestri ad insegnargli i “canti d’amore”, la situazione già critica di questi uccelli si aggrava sempre di più.

Il Succiamiele del reggente (Anthochaera phrygia), una specie di uccello endemico dell’Australia sud-orientale, classificata come specie in pericolo critico di estinzione, si sta dimenticando di cantare a causa del grande declino della sua popolazione. Secondo uno studio pubblicato recentemente nella rivista scientifica Proceeding of the Royal Society B la causa si trova nel fatto che i giovani uccelli non trovano più insegnati adulti che mostrino loro i “canti d’amore” per l’accoppiamento.

I ricercatori dell’Australian National University (ANU) spiegano che, mentre nelle aree abitate da un gran numero di succiamieli del reggente, i maschi riescono ad emettere “canti ricchi e complessi”, nelle regioni dove la popolazione della specie è diminuita, invece i maschi emettono solo dei semplici toni o – cosa ancora più triste – imitano le canzoni di altre specie perché le loro non gliele hanno mai insegnate.  

“Questa mancanza di capacità di comunicare con la propria specie non ha precedenti in un animale selvatico. Il numero di succiamieli del reggente è così basso che molti giovani uccelli non trovano specie adulte che fungano da insegnanti”, afferma Dejan Stojanovic, coautore dello studio.

Il fatto che non possano imparare a cantare correttamente influisce seriamente sulla loro capacità di comunicare, cosa che a sua volta potrebbe accelerare il declino della popolazione. Inoltre rilasciare esemplari in cattività per risolvere il problema, non sarebbe utile dal momento che il loro canto è diverso da quello della popolazione selvatica, quindi potrebbe non essere abbastanza attraente per la riproduzione.

“Una canto d’amore aumenta le possibilità di riproduzione degli uccelli canori. Le femmine evitano i maschi che cantano male”, spiega il biologo Ross Crates.

Per ora i ricercatori stanno usando registrazioni audio del canto di altri succiamieli per cercare di insegnare i suoni alla popolazione in cattività, con la speranza di aiutare la conservazione della loro specie, la cui popolazione selvatica, secondo la Lista Rossa IUCN, è stimata in circa 350 esemplari.

Per molti di noi il canto degli uccelli rappresenta una bellissima colonna sonora naturale e un modo per connettersi con la natura, per loro invece è uno strumento vitale, sinonimo di cultura e sopravvivenza, perderlo significa… perdersi per sempre.

Fonte: Royal Society B / IUCN Red List

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