L’odissea di centinaia di bovini bloccati da due mesi su una nave, senza acqua né cibo a sufficienza

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Da circa due mesi centinaia di bovini, destinati all’esportazione, si trovano bloccati in mezzo al mare a bordo della nave Elbeik, senza cibo né acqua a sufficienza. Gli animali provenienti dell’Unione Europea si sono ammalati di febbre catarrale, malattia infettiva che colpisce principalmente ovini e bovini.

E a causa delle loro condizioni di salute, non sono stati scaricati in Libia, Paese di destinazione della nave. Da quel momento per i bovini è iniziata una vera e propria odissea.

“Da allora, la nave si è fermata in diversi Paesi e ha scaricato parte dei 1.800 capi di bestiame originariamente caricati.” denuncia l’Animal Walfare Foundation (AWF), che dal 1983 si occupa di promuovere e garantire il benessere degli animali. “Ma ci sono ancora animali a bordo. Il capitano e l’equipaggio sono disperati. Non hanno più cibo e acqua a sufficienza per gli animali rimasti.”

Come annunciato su Facebook, il team dell’Animal Walfare Foundation ha già informato le autorità dell’UE e sta lavorando per ottenere la liberazione degli animali. Da diverso tempo l’AWF ribadisce che “i piani di emergenza previsti dalla legge non funzionano per le esportazioni di animali vivi via nave.”

Non si sa ancora se gli animali a bordo fossero destinati al macello oppure alla riproduzione ma questo non fa grande differenza.

E a farne le spese sono sempre gli animali. Per questo motivo l’AWF si è appellata alla Commissione europea, chiedendo di interrompere immediatamente il trasporto di bestiame, che troppo spesso si trasforma in un dramma.

Sono passati pochi mesi dal tragico incidente in mare, avvenuto nel sud-ovest del Giappone, che ha provocato la morte di decine di persone e circa 6000 mucche che si trovavano a bordo di una nave per essere esportate in Cina. Nel 2019 una nave mercantile con oltre 14mila pecore a bordo si è rovesciata al largo delle coste della Romania, ma la lista degli incidenti è davvero lunga. È arrivato il momento di dire basta, una volta per tutte, a questi viaggi da incubo per gli animali.

Fonte: Animal Welfare Foundation 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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