@Noah’s Ark Zoo Farm/Facebook

Ennesima tragedia in uno zoo: un elefante è morto dopo essere stato attaccato da un altro esemplare maschio

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Da uno zoo inglese arriva l’ennesima triste notizia. Un elefante africano di nome M’Changa è morto a seguito di uno scontro avvenuto con un altro esemplare che vive nella struttura. M’Changa aveva 12 anni nel 2014 era stato trasferito dallo zoo di Boras, in Svezia, al Noah’s Ark Zoo Farm, dove è deceduto qualche giorno fa dopo l’attacco da parte di un altro elefante. La sua è stata un’esistenza in cattività, conclusasi in tragedia, che non si può definire vita.

Nelle prime ore di venerdì mattina, un altro elefante maschio è entrato nella zona in cui M’Changa dormiva, e ne è seguito un attacco che purtroppo ha lasciato M’Changa con ferite mortali.” – spiega su Facebook Noah’s Ark Zoo Farm – Ora è in corso una revisione completa, compresa un’indagine sugli eventi che circondano l’incidente e l’esame dei piani futuri per stabilire il modo migliore per procedere al programma sugli elefanti presso l’Arca di Noè. Il gruppo di elefanti ha accesso 24 ore su 24 alle aree esterne e interne del loro recinto. Sono in genere animali sociali, quindi avere la possibilità di stare insieme è una parte importante del benessere degli elefanti.

Ma cosa ha scatenato l’aggressività dell’altro elefante? “Gli elefanti sono animali grandi e potenti. Il loro comportamento in natura e negli zoo può spesso essere vivace, turbolento e talvolta aggressivo” – commentano dal Noah’s Ark Zoo Farm. – La ricerca sul comportamento degli elefanti scapoli in natura ha dimostrato che gli elefanti maschi lasciano naturalmente il loro branco familiare durante l’adolescenza e spesso si uniscono ad altri maschi solitari, formando un gruppo scapolo. Questi gruppi di scapoli sono importanti per i giovani elefanti per apprendere abilità sociali e nuovi comportamenti dai maschi più anziani. Di solito c’è un elefante maschio dominante che guida i più giovani, risolvendo controversie tra il gruppo.”

“La perdita di M’Changa ci rattrista profondamente”– ha dichiarato Larry Bush, amministratore delegato dello zoo –”Continueremo a promuovere e contribuire alla conservazione degli elefanti in futuro”.

Ebbene sì, lo zoo inglese nasce con lo scopo di favorire la conservazione della specie, sull’orlo dell’estinzione. Ma più volte diverse associazioni animaliste, tra cui la RSPCA e la Born Free Foundation, avevano espresso la loro preoccupazione per gli elefanti tenuti in prigionia. Perché di questo di questo si tratta. Troppo spesso termini espressioni come “conservazione” o “tutela della specie” nascondo ben altro. E in questa struttura gli elefanti, così come tanti altri animali (come struzzi e leoni) vengono sfruttati per attirare visitatori.

E alla luce di quanto accaduto, non possiamo che essere doppiamente tristi per M’Changa: per la sua morte tragica, ma soprattutto per la sua terribile in cattività, lontano dalle savane e foreste africane.  

Fonte: Noah’s Ark Zoo Farm

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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