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Una tigre dello zoo svedese è stata uccisa perché aveva contratto il Covid

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Uccisa perché aveva contratto il Covid. E’ questa la triste sorte toccata a una tigre, in uno zoo della Svezia. Nastasja – era questo il suo nome – aveva 17 anni. Insieme a lei, anche due leoni sono stati trovati positivi presso lo zoo di Borås.

Si tratta del primo caso di felini contagiati nel paese, secondo quanto rivelato dall’epizootologo statale  Karl Ståhl a SVT News. La povera tigre ha iniziato ad avvisare i primi sintomi qualche settimana fa. Poi ha perso l’appetito e le sue condizioni si sono aggravate. Essa presentava anche del muco misto a sangue. Così è stata disposta l’eutanasia.

“La tigre si era ammalata gravemente, ma aveva anche altre malattie precedenti. Hanno deciso di ucciderla immediatamente” ha detto Ulf Lövdahl, veterinario del consiglio amministrativo della contea di Västra Götaland.

La vicenda è iniziata circa due settimane fa quando l’Istituto veterinario svedese, SVA, ha confermato a ProMed via mail che la tigre era stata infettata da covid-19. Il giorno successivo, i risultati del test sono stati confermati da un laboratorio tedesco. Ma

“La necroscopia è stata eseguita presso la SVA il 16 gennaio 2021. Le lesioni macroscopiche del tratto respiratorio erano lievi e aspecifiche. Non sono stati osservati segni convincenti di polmonite. Nella parte inferiore della trachea e dei bronchi era presente del muco tinto di sangue. I risultati in altri organi sono stati preliminarmente considerati correlati all’età e quindi probabilmente non correlati a SARS-CoV-2. I risultati degli esami istologici sono in attesa” si legge nella mail.

Dalle parole del SVA non sembra che le sue condizioni fossero così gravi. I veterinari svedesi hanno però aggiunto che

“è stata soppressa l’11 gennaio 2021 per motivi di benessere degli animali a causa di gravi sintomi respiratori e neurologici, età elevata e scarse possibilità di guarigione”.

Anche una tigre maschio tenuta nello stesso recinto di Nastasja ha mostrato sintomi respiratori moderati. E non è stata l’unica visto che anche i leoni dello zoo, 2 adulti e 2 esemplari più giovani hanno mostrato lievi sintomi respiratori ma nessun sintomo neurologico. I campioni fecali dei leoni hanno confermato anche per loro la presenza del Covid.

Il sospetto è che il personale abbia infettato gli animali. Alcuni addetti che si erano presi cura dei felini hanno avuto sintomi riconducibili al coronavirus e tre membri del personale sono risultati positivi.

Tigri e leoni doppiamente vittime dell’uomo. La vita negli zoo e il contatto con l’uomo, veicolo dell’infezione, ha favorito la diffusione della malattia negli animali. Un motivo in più per porre fine alla loro reclusione.

Altri animali contagiati negli zoo del mondo

La tigre e i leoni sono solo gli ultimi animali rinchiusi negli zoo ad aver contratto l’infezione da SARS-CoV-2. Finora essa è stata confermata nei leoni e nelle tigri dello zoo del Bronx (New York) nell’aprile 2020 e in quello di Knoxville (Tennessee) nell’ottobre 2020. Altri leoni sono stati infettati allo zoo di Barcellona (Spagna) a dicembre 2020. Tutte le infezioni rilevate nei carnivori provenivano da animali tenuti in cattività, ad eccezione della recente registrazione di un visone selvatico catturato e campionato nello Utah.

Fonti di riferimento: Promed, Expressen, SVT

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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