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Quel cerchio nel terreno scavato dalla tigre bianca, girando all’infinito nel piccolo recinto dello zoo

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Continua a girare all’infinito in uno spazio ridotto, ecco perché sul terreno ha disegnato inconsapevolmente un cerchio. Le immagini drammatiche vengono dallo zoo di Pechino, chiuso per l’emergenza coronavirus, dove una tigre bianca sfoga il proprio stress camminando per ore e ore.

Animali sempre più vittime degli zoo. Lontani dal loro habitat naturale e costretti a vivere in spazi ristretti e angusti ben lontani da foresta o savana, vivono ogni giorno nell’apatia tanto da diventare come automi. Con l’emergenza coronavirus, lo zoo riceve meno visitatori, ma quei pochi che ci sono non sembrano indignarsi davanti questa scena pietosa.

La tigre bianca perde la sua maestosità e sembra quasi un essere indifeso. Secondo la Four Paws International, l’organizzazione non governativa che si occupa di salvaguardia animale, le tigri allo stato selvatico sono circa 3900.

Un numero che rasenta la minaccia d’estinzione dovuta a bracconaggio. Come sappiamo ossa, denti e pelliccia delle tigri bianche finiscono nel mercato nero legato alla medicina tradizionale cinese.

Questa povera tigre è l’emblema di tutti gli altri animali rinchiusi allo zoo: non sono non c’è abbastanza spazio, ma sembra che sia denutrita ed emaciata, in realtà non cammina, si trascina. Appare chiaramente depressa e stressata.

Secondo Sun Quanhui, consulente scientifico della World Animal Protection China, un’organizzazione senza fini di lucro, le condizioni di vita delle creature all’interno delle strutture animali cinesi sono motivo di preoccupazione.

“In quasi tutti gli zoo cinesi, li vediamo in gabbie di cemento o dietro barre di acciaio, ciò in una certa misura può essere considerato come maltrattamento. Alcune sono specie che vivono naturalmente in gruppi ma sono spesso isolate, il che ha causato loro anche un enorme disagio psicologico”, ha detto Sun Quanhui, incolpando il vuoto legislativo in Cina per affrontare adeguatamente questo problema.

Avevamo raccontato la stessa scena per il lupo dello zoo di Cekmekoy, distretto poco distante dal centro di Istanbul, in Turchia che girava da così tanto tempo che aveva disegnato per terra un otto, il segno dell’infinito.

Purtroppo, nonostante proteste e petizioni in tutto il mondo, c’è chi continua ad alimentare il business dello zoo (e circo), senza considerare che la vera natura e il benessere degli animali.

Fonte: Express UK/Daily Star

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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