Tiger Day: in un secolo abbiamo perso il 97% di tigri selvatiche

Oggi è il Tiger Day, il giorno della Tigre. Ma c’è poco da festeggiare: in un secolo abbiamo quasi del tutto sterminato questo maestoso felino. La popolazione di tigri selvatiche è diminuita del 97% negli ultimi 100 anni e potrebbe sparire del tutto nel prossimo decennio se non si inverte velocemente la tendenza.

È questa la denuncia del Wwf. Ma quante tigri, quindi, ci sono oggi in natura? Non è dato saperlo. Mancano, infatti, del tutto i dati per le popolazioni presenti in Malesia, Indonesia, Thailandia, Myanmar, Laos, Cambogia e Vietnam.

La tigre è una delle specie indubbiamente a maggiore rischio, soprattutto per colpa del bracconaggio. Insieme con avorio e corno di rinoceronte, la pelliccia e le ossa di tigre sono molto richieste in tutta l’Asia. Così, le diverse popolazioni selvatiche si trovano ad affrontare il sempre più concreto rischio di estinzione in alcuni paesi, anche a causa anche della mancanza di informazioni precise sullo status delle popolazioni. Una mancanza che non consente, infatti, di definire le azioni urgenti ed inderogabili da promuovere.

A San Pietroburgo durante il ‘Summit Tiger’ 2010, quando tutti i paesi ancora interessati alla presenza della tigre si sono impegnati per l’obiettivo Tx2 – raddoppiare il numero delle tigri selvatiche entro il 2022 – la popolazione mondiale tigre selvatica era stata stimata in un minimo di 3200 individui.

“Questa cifra era solo una stima,” ha detto Michael Baltzer, capo del WWF Tigers Alive Initiative. “Nel 2010 molti paesi non avevano intrapreso sistematiche indagini nazionali sulla tigre. Ora molti lo hanno fatto o lo stanno facendo, ma non tutti, lasciando grandi vuoti nella nostra conoscenza e dubbi sul reale status che sembra ogni giorno sempre più grave. Fino a quando non sapremo quante tigri esistono e dove sono, non possiamo sapere il modo migliore per proteggerle. “

Si teme, quindi, che i paesi che non svolgono indagini nazionali potrebbero perdere le loro popolazioni di tigre a causa dei bracconieri senza rendersene conto. Questo potrebbe già essere avvenuto per alcuni paesi dove i segni di presenza delle tigri anche nelle aree protette sono sempre meno. Attualmente il numero delle tigri selvatiche sono noti per l’India, il Nepal e la Russia che svolgono indagini nazionali periodiche nel rispetto anche degli impegni presi.

tigri nel mondo

I numeri saranno presto noti per il Bhutan, Bangladesh e Cina, che sono in procinto di effettuare indagini ma non ci sono dati su Malesia, Indonesia, Thailandia, Myanmar, Laos, Cambogia e Vietnam, dove il ruggito della tigre è sempre più labile. A questi paesi si chiede di effettuare indagini con urgenza.

Occorrono 6-12 mesi per pianificare indagini nazionali sistematiche e un minimo di un anno per completarle. Per questo bisogna iniziare ora se un dato aggiornato sul numero globale di tigri in natura deve essere rilasciato nel 2016, quando si sarà percorsa metà della strada tracciata verso l’obiettivo Tx2 al 2022.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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