L’Australia dichiara guerra ai gatti: salsicce avvelenate in tutto il Paese per ucciderne 2 milioni

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Strage di gatti in corso in Australia: non sono i cambiamenti climatici, né un evento naturale avverso, ma una decisione a tavolino, presa dal governo, di sterminare circa 2 milioni di felini. Genocidio programmato dall’uomo, e in fase attuativa tramite salsicce avvelenate lasciate su tutto il territorio nazionale.

L’inquietante storia parte nel lontano 2015, quando il Paese più grande dell’Oceania decise di uccidere entro il 2020 due milioni di gatti a causa di preoccupazioni per la fauna locale, in particolare piccole specie di roditori e marsupiali divenute prede molto apprezzate dai felini.

Non sembrava ci fosse altra soluzione, o meglio il governo non trovò nulla di meglio che eliminare fisicamente i predatori, mediante un piano strategico, un genocidio felino vero e proprio. Oggi, nonostante le proteste e le numerose petizioni online che raccolsero centinaia di migliaia di firme, non solo nulla si è fermato, ma sembra andare avanti senza sosta, come riportato sul New York Times, in un articolo che descrive le azioni compiute da Shane Morse e Kevin Figliomeni, due persone che si alzano di buon mattino per lasciare salsicce avvelenate in attesa che i felini le mangino, per poi morire dopo atroci sofferenze.

Dottor Morte, così viene chiamato sul famoso quotidiano americano Dave Algar, colui che ha prodotto salsicce avvelenate fatte apposta per attirare, e uccidere ignari mici. La “ricetta” richiede carne di canguro, grasso di pollo e un mix di erbe e spezie, insieme a un veleno – chiamato 1080 – altamente letale per i gatti. Ma, tra l’altro, anche per altre specie non native come le volpi.

Un genio del male. Sì perché Algar è uno stimato ricercatore del Department of Biodiversity Conservation and Attractions in Australia e ha studiato non solo il veleno mortale, ma anche tutti gli ingredienti che avrebbero reso le salsicce appetibili ai gatti, in modo da non lasciare loro scampo. Ha esaminato il cibo per gli animali nei supermercati e ha osservato quali sapori entusiasmano di più i suoi due gatti (usati come test di gusto, ma non uccisi).

E così, stando alle stime del Royal Melbourne Institute of Technology riportate dallo stesso quotidiano, 211.560 gatti furono uccisi durante i primi 12 mesi del 2015 e la strategia sembra proseguire, anche tramite cattura, fucilazione e sviluppo di ogni sorta di trappola mortale.

Tutto per difendere la biodiversità locale. Difficile credere che non ci siano altri metodi.

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Roberta De Carolis

Foto: New York Times

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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