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Da una parte le madri, dall’altra i cuccioli: la crudeltà senza fine degli agnelli a Pasqua

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Strappati brutalmente dalle loro madri quando non hanno ancora neanche un mese di vita: è così che inizia l’incubo degli agnelli che ogni anno vengono macellati in nome di un’antica tradizione pasquale, a cui troppi italiani non vogliono ancora rinunciare.

Sono oltre due milioni gli agnelli uccisi ogni anno in Italia. Ben 300mila vanno al macello a ridosso di Pasqua per poi finire sulle tavole degli italiani. Se fino al 2016 si è assistito ad una riduzione del 50% delle macellazioni di questi poveri animali, negli ultimi anni purtroppo il numero di agnelli uccisi è rimasto stabile.

Il destino degli agnellini è segnato fin dall’inizio: nascono per essere macellati non appena raggiungono una decina di kg di peso. E nella loro breve vita non conoscono periodi di tregua. Come anticipato, vengono strappati dalle loro madri a qualche settimana dalla nascita e devono affrontare viaggi estenuanti che possono durare anche 20 ore. Infatti, oltre il 30% degli agnelli macellati in Italia proviene dall’estero.

Le torture inflitte agli agnelli 

Come hanno documentato diverse associazioni animaliste tra cui Essere Animali, la vita degli agnelli destinati alla macellazione è un vero incubo. Prima di essere trasportati dall’allevamento al macello, gli agnelli vengono sottoposti alla pesatura e spesso restano appesi per le zampe anche per dieci minuti. E nonostante sia illegale, in quanto fonte di dolore e stress per gli animali, questa pratica è ancora abbastanza diffusa.

Inoltre, in tanti casi gli addetti alla macellazione non sono adeguatamente formati e le operazioni di stordimento degli agnelli risultano inefficaci perché realizzate in modo grossolano. Molti animali, quindi, subiscono il taglio alla gola quando sono ancora coscienti. Come documentato più volte dall’associazione Esseri Animali, molto spesso gli agnelli sono costretti ad assistere impauriti all’uccisione dei loro simili e ciò avviene per velocizzare il processo produttivo nel periodo delle festività, quando vi è una maggiore richiesta di carne.

Diciamo stop alla strage di agnelli 

In Italia agnelli continuano ad essere macellati perché è ancora forte la tradizione legata al consumo di questo animale nel periodo di Pasqua. Ma più che di una tradizione si tratta di una vera e propria mattanza che va avanti da troppo tempo. Porre fine a questa strage è possibile. Come? Non incentivando il business della macellazione degli agnelli, optando per un menù pasquale cruelty-free. Le alternative vegane e vegetariane sono davvero tantissime e sfiziose.

Anche quest’anno Essere Animali ha lanciato la campagna #IoNonLoMangio, per invitare tutti a rinunciare al consumo di carne d’agnello e scegliere una Pasqua all’insegna del rispetto e senza crudeltà:

Fonte: Essere Animali/Facebook

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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