Potature e sfalci degli alberi: se vedi distruggere i nidi di uccelli, è reato! Chiama il 1515

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Le potature e gli sfalci mettono seriamente a rischio la vita degli uccellini che non sono ancora in grado di volare. Troppo spesso, nei mesi primaverili ed estivi i nidi vengono distrutti con grande leggerezza da interventi di potatura selvaggia e scriteriata di alberi e cespugli. A denunciare questa pratica eticamente scorretta, ma anche illegale, è l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). I nidi, infatti, sono protetti dalla legge e da alcuni regolamenti comunali che ne vietano la distruzione, ma in tantissimi casi sono proprio i comuni a violare tali norme. 

Come dichiarato dall’Oipa, proprio in questi giorni, le ditte di giardinaggio incaricate dal Comune di Roma stanno potando alberi nei centri abitati e nei pachi, contravvenendo al Regolamento sulla tutela degli animali comunale che, all’articolo 49, vieta di “danneggiare o distruggere i nidi di uccelli nel periodo riproduttivo” e di “effettuare potature di siepi ed alberi impiantati su suolo pubblico che danneggino o rimuovano nidi o ricoveri utilizzati da uccelli o altri animali nel periodo riproduttivo”.

“Ogni anno in primavera e in estate riceviamo lettere e telefonate in cui cittadini protestano per le potature selvagge ai danni degli uccelli e dei loro nidi” ha dichiarato il presidente dell’Oipa Massimo Comparotto. “Spesso si tratta di potature estreme, le cosiddette capitozzature, che le ditte incaricate eseguono tagliando in maniera eccessiva mettendo in pericolo anche la vita degli alberi. Occorre che le Amministrazioni siano più attente alla biodiversità evitando interventi che uccidono o feriscono gli animali e che danneggiano il verde pubblico”.

Distruggere nidi è vietato per legge

Non tutti sanno che la distruzione dei nidi è un reato. La Direttiva CE 147/2009 sulla Conservazione degli uccelli selvatici, recepita in Italia dalla legge n. 157/1992 (e successive modifiche), afferma che “è vietata in tutto il territorio nazionale ogni forma di uccellagione e di cattura di uccelli e di mammiferi selvatici, nonché il prelievo di uova, nidi e piccoli nati”, e, all’art. 21 comma 1, lettera o) vieta “di prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli appartenenti alla fauna selvatica”. Quest’ultima è considerata patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale come recita l’art. 1 della stessa legge.

La violazione del divieto di distruggere o danneggiare i nidi intenzionalmente e disturbare la fauna selvatica durante il periodo della riproduzione comporta dunque l’applicazione di sanzioni penali e amministrative, ma ancora troppe persone continuano a farlo senza porsi alcun problema. E nei periodi di nidificazione è vietato distruggere anche i nidi di uccelli come rondini, rondoni e balestrucci che si trovano nelle grondaie, nei sottotetti e nelle cavità dei muri delle abitazioni private. 

Se vedete qualcuno che distrugge i nidi o mette in pericolo degli uccelli, non esitate a fare una segnalazione ai Carabinieri Forestali (chiamando in 1515 oppure 112) o alla polizia municipale.

Fonte: OIPA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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