Nonostante i divieti la Cina continua ad usare e promuovere le squame di pangolino nella medicina tradizionale

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Il governo cinese continua a consentire l’uso di squame di pangolino per la medicina tradizionale. A svelarlo un rapporto dell’Environmental Investigation Agency (EIA) che spiega che piattaforme di vendita online come eBay e Taobao continuano a pubblicizzare prodotti a base di pangolino, mentre le principali aziende farmaceutiche, tra cui il principale gruppo cinese Beijing Tong Ren Tang, offrono articoli simili, direttamente sui loro siti web.

Delle squame di pangolino ne abbiamo parlato tante volte. A giugno scorso, il governo cinese le aveva rimosse dall’elenco ufficiale approvato per l’uso nella medicina tradizionale cinese. Una scelta salutata con gioia dalle associazioni che da tempo, chiedono la tutela di questo mammifero, tra i più trafficati illegalmente al mondo.
Secondo le stime, infatti, ogni anno circa 200mila pangolini vengono uccisi in Asia per la carne e le loro squame usate nella medicina tradizionale cinese per curare una serie di disturbi, dall’artrite al cancro. Anche se ciò ricordiamolo non ha alcuna base scientifica.

Ma non solo, nonostante il governo di Pechino abbia eliminato le medicine a base di squame di pangolino dalla copertura sanitaria statale, i ricercatori hanno scoperto che 221 aziende sono state autorizzate a vendere ancora 64 prodotti contenenti squame. E ciò di certo, non va a favore della tutela delle specie selvatiche.
Il pangolino è quasi scomparso in Cina. Negli ultimi decenni il circolo del massacro e del contrabbando si è costantemente allargato alle nazioni vicine, poi al sud-est asiatico e ora all’Africa. L’ultimo rapporto mondiale sui crimini contro la fauna selvatica dell’Ufficio delle Nazioni Unite afferma che il 71% dei sequestri di pangolino erano destinati alla Cina. Ma anche il Vietnam è un altro mercato importante.

Quindi nonostante i complimenti e gli annunci del presidente Xi Jinping, ci sono ancora molte lacune nell’applicazione della normativa cinese, perché il governo, secondo il rapporto, continua a consentire alle aziende farmaceutiche di utilizzare squame di pangolino dalle scorte nazionali, che sono “avvolte nel segreto e sembrano non esaurirsi mai”.
E sembra anche che il sistema di assicurazione medica cinese stia ancora rimborsando gli utenti per i rimedi tradizionali contenenti squame di pangolino, il che ha minato l’obiettivo più ampio di ridurre il commercio illegale.

“La Cina ha preso delle mezze misure ma non è andata fino in fondo nel vietare l’uso delle squame di pangolino nella medicina”, ha detto Chris Hamley, un attivista EIA. “Dato il massiccio commercio illegale e la debole regolamentazione interna, è molto probabile che le aziende farmaceutiche utilizzino forme illegali”.

Fonti: Rapporto Smoke and Mirrors/The Guardian

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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