380 globicefali sono morti nel peggiore spiaggiamento di massa nella storia dell’Australia

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Stanno morendo tutti. I numeri che arrivano dalla Tasmania sono terrificanti. Sono oltre 450 i globicefali che si sono spiaggiati sulle coste, ma oltre 380 sono già morti. Finora i soccorritori sono riusciti a salvarne circa 50.

E’ un disastro. Gli animali stanno morendo molto velocemente e a poco valgono i tentativi di rimettere in mare quelli che sembrano stare meglio. È una vera e propria strage e uno degli spiaggiamenti più gravi mai avvenuti.

Circa 270 cetacei si sono arenati nel porto di Macquarie in Tasmania, ma ieri gli elicotteri ne hanno individuati altri 200 aa una distanza di 10 km. Gli animali erano bloccati su un banco di sabbia e sembra che siano tutti morti. Secondo le autorità locali, è uno dei peggiori spiaggiamenti di massa dell’Australia.

Per il dottor Kris Carlyon, biologo della fauna selvatica del programma di conservazione marina, la scoperta di altre 200 cetacei ha reso l’arenamento il più grande nella storia della Tasmania. Era il 1935 quando ci fu un evento simile ma allora gli animali spiaggiati furono 294.

Nic Deka, coordinatore delle operazioni di salvataggio del Tasmania Parks and Wildlife Service, ha detto che stavano combattendo per salvare le restanti 30 balene, ma l’attenzione si è ora concentrata sul recupero e lo smaltimento delle balene morte.

“Cercheremo di salvare quanti più animali vivi.”

Purtroppo, il secondo ritrovamento è avvenuto a due giorni di distanza del primo anche se probabilmente gli animali si erano arenati insieme agli altri. Purtroppo le acque sono molto scure, motivo per cui non sono stati notati. In ogni caso, la loro sorte non sarebbe cambiata visto che i soccorritori stanno già facendo fatica a gestire i primi 270 globicefali, molti dei quali stanno morendo nonostante i tentativi di salvarli.

Fonti di riferimento: dpipwe

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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