Gli scienziati trovano lo sperma fossile più antico del mondo intrappolato nell’ambra. Ha 100 milioni di anni

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È lo sperma più antico nel mondo ed era di un minuscolo crostaceo, un Myanmarcypris hui,  intrappolato nell’ambra circa 100 milioni di anni fa in Myanmar, nel sud-est asiatico. Lo ha scoperto un gruppo di ricerca di Queen Mary University of London e Chinese Academy of Science in Nanjing. Il ritrovamento batte tutti i record nell’archeologia di questa sostanza organica fondamentale per la vita.

Gli spermatozoi fossilizzati sono eccezionalmente rari, tanto che finora gli esempi più antichi conosciuti avevano “solo” 17 milioni di anni. Myanmarcypris hui è un ostracode, una specie di crostaceo che esiste da 500 milioni di anni e vive in tutti i tipi di ambienti acquatici, dagli oceani profondi ai laghi e ai fiumi.

I gusci fossili di questi antichi crostacei sono in realtà comuni e abbondanti, ma trovare esemplari conservati nell’ambra completi di organi interni intatti è piuttosto raro e quando accade si aprono porte interessanti sulla storia della loro evoluzione.

Ora non abbiamo solo gli organi interni, ma addirittura il liquido seminale intrappolato nel corpo della femmina, probabilmente perché gli animali sono rimasti intrappolati proprio all’inizio dell’accoppiamento, un’eventualità ancora più rara e infatti tuttora unica con tale datazione, che risale al periodo del Cretaceo.

“Le analisi di conchiglie fossili di ostracodi sono estremamente utili per avere informazioni su ambienti e i climi del passato – spiega Dave Horne, coautore dello studio – oltre a far luce su enigmi evolutivi, ma casi eccezionali di parti molli fossilizzate come questo si traducono in notevoli progressi nella nostra comprensione”.

Durante il periodo Cretaceo in quello che oggi è il Myanmar, gli ostracodi vivevano probabilmente in una laguna costiera circondata di alberi dove potevano restare intrappolanti nella resina, e proprio in questa zona si erano infatti già ritrovati importanti reperti fossili tra cui rane, serpenti e una coda di dinosauro piumata.

“Negli ultimi cinque anni sono state descritte centinaia di nuove specie – aggiunge a questo proposito Bo Wang, che ha guidato lo studio – e molte di esse hanno indotto i biologi evoluzionisti a rivedere le ipotesi su come si fossero sviluppate alcune di loro ed evolute le relazioni ecologiche”.

Questo ritrovamento permetterà in particolare di fare chiarezza su una modalità insolita di riproduzione sessuale che coinvolge il cosiddetto ‘sperma gigante’. A differenza della maggior parte degli animali, che producono grandi quantità di minuscoli spermatozoi, alcuni piccoli moscerini della frutta e proprio gli ostracodi sono famosi per investire nella qualità piuttosto che nella quantità.

sperma antico 100 milioni di anni

©He Wang & Xiangdong via Livescience

Gli animali producono infatti numeri relativamente piccoli di spermatozoi “giganti”, molto più lunghi dell’individuo stesso: tale modalità rappresenta un “sottoprodotto” della competizione evolutiva per il successo riproduttivo.

La nuova scoperta non è solo di gran lunga il più antico esempio di sperma fossile mai trovato, ma mostra anche come questi ostracodi avessero già sviluppato spermatozoi giganti e organi appositamente adattati per trasferirli da maschio a femmina, ben 100 milioni di anni fa.

Ogni ostracode è infatti lungo meno di un millimetro e, usando la microscopia a raggi X, il team ha realizzato ricostruzioni tridimensionali assistite da computer di questi animali incorporati nell’ambra, rivelando dettagli incredibili.

“II risultati si sono rivelati sorprendenti – aggiunge entusiasta He Wang – Non solo abbiamo trovato minuscole appendici conservate all’interno loro gusci, ma abbiamo anche potuto vedere i loro organi riproduttivi. Ma quando abbiamo identificato lo sperma all’interno della femmina e conoscendo l’età dell’ambra, è stato uno di quei momenti ‘Eureka’ speciali nella vita di un ricercatore”.

Ma la riproduzione con spermatozoi giganti ha veramente un carattere evolutivamente stabile?

sperma antico 100 milioni di anni

©He Wang via Livescience

“Per dimostrare che l’uso di spermatozoi giganti nella riproduzione non è una stravaganza dell’evoluzione destinata all’estinzione, ma un serio vantaggio a lungo termine per la sopravvivenza di una specie, dobbiamo sapere quando sono apparsi per la prima volta” spiega Renate Matzke- Karasz, che ha collaborato al lavoro.

Abbiamo comunque ora una prova della persistenza della riproduzione con spermatozoi giganti per cento milioni di anni, cosa che dimostra come questa sia una strategia riproduttiva di grande successo, soprattutto se si considera che molti ostracodi possono riprodursi asessualmente, senza bisogno di maschi.”.

Lo studio è stato pubblicato su Royal Society Proceedings B.

Fonti di riferimento: Sciencedaily /  Royal Society Proceedings B / Livescience

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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