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Esperimenti sui macachi, via libera dal Consiglio di Stato. Oggi abbiamo perso tutti

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Il Consiglio di Stato ha deciso. Gli esperimenti del progetto Light-up sui macachi, portato avanti dagli scienziati delle Università di Torino e Parma potranno andare avanti. In altre parole, i poveri animali continueranno a soffrire e a essere sottoposti a indicibili sofferenze.

I macachi, chiusi nello stabulario dell’ateneo di Parma, saranno di nuovo carne da macello o meglio da laboratorio. Per due anni, gli animalisti si sono battuti per salvarli, per risparmiare loro sofferenza e reclusione ma la Legge dopo una lunga altalena di decisioni contrastanti ora ha stabilito che gli esperimenti potranno essere condotti. Poco importa se siano a danno degli animali. Ricordiamo che il progetto Light-Up è una ricerca sui pazienti resi ciechi dalle lesioni alla corteccia cerebrale.

A stabilirlo è stata una sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato dala LAV. C’era stato un barlume di speranza quando qualche mese fa, lo stesso Consiglio aveva sospeso lo studio  “Light-up” per ben due volte, un fatto unico nella storia del nostro Paese. Ci avevamo creduto noi, lo avevano fatto anche le associazioni animaliste italiane. Per il Consiglio di Stato, allora, non era stata sufficientemente argomentata l’impossibilità di ricorrere ad altri metodi, e anche che l’eventuale perdita dei fondi legati al progetto era secondaria “rispetto alla cecità provocata in sei esseri senzienti, con indubbia sofferenza”.

Speranze andate in fumo con la nuova sentenza del Consiglio di Stato che ha stabilito che gli esperimenti sul cervello dei macachi potranno ripartire. Ricordiamo che col progetto Light Up i due atenei puntano a ricreare un “modello animale” per lo studio delle persone affette da “blindsight” e che avevano parzialmente perso la vista per via di un danno al cervello. I 6 macachi coinvolti nella sperimentazione dovranno essere sottoposti a un intervento chirurgico al cervello che li porterà ad avere una piccola area cieca in uno dei due occhi.

“Abbiamo combattuto una battaglia per oltre due anni, contro i giganti favorevoli alla sperimentazione animale. Una lotta con cui abbiamo svelato ciò che accadeva in quei laboratori, per questo studio autorizzato all’Università di Torino, finanziato con fondi europei. In questa lunga campagna d’informazione e denuncia numerosi esperti scientifici e legali hanno sostenuto la richiesta LAV di fermare la sperimentazione e liberare gli animali.  Oggi non ha perso solo la LAV, e gli oltre 440’000 cittadini che hanno aderito alle nostre richieste, ha perso tutta la ricerca, ha perso l’Italia dove si continua a voler difendere una sperimentazione fuorviante, dispendiosa e ancorata al passato, a discapito del diritto e della vita di tutti e dei metodi innovativi di ricerca. Non ci fermeremo qui; abbiamo contribuito ad accendere i riflettori su quanto avviene dietro le porte chiuse dei laboratori, e noi faremo in modo che restino accesi” ha detto il presidente della Lav, Gianluca Felicetti.

Non sono mancate le polemiche e i commenti sui social, dopo la decisione del giudice:

Non siamo affatto contrari alla ricerca e alla sperimentazione, al contrario. La scienza può e deve andare avanti, ha i mezzi per farlo senza sfruttare gli animali. Perché allora continua a farlo? Quella di oggi è una sconfitta sonora, per gli animali ma anche per noi. Nel 2021, quando molti scienziati a gran voce sostengono che la sperimentazione animale non sia più necessaria, si gioca ancora con la vita di queste creature innocenti, colpevoli solo di somigliarci.

Fonti di riferimento: LAV

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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