L’Epa dice addio alla sperimentazione animale entro il 2035

sperimentazione animale

Dal 2035 topi, conigli, topi, scimmie e altri animali non potranno più essere utilizzati come cavie da laboratorio. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense (Epa) ha deciso di ridurre prima e abolire poi la sperimentazione sugli animali.

Mai più animali rinchiusi in minuscole gabbie e imbottiti di farmaci da sperimentare: entro il 2025 l’Epa prevede una riduzione dei test del 30 per cento e la fine totale entro il 2035. L’obiettivo è quello di fare ricerche con metodi alternativi come organi su chip, simulazioni al computer, colture cellulari che non avranno, dunque, nessun tipo di impatto sugli essere viventi.

La decisione è stata voluta da Andrew Wheeler che ha anche annunciato lo stanziamento di 4,25 milioni di dollari di finanziamenti a cinque università per sviluppare l’uso di metodi alternativi alla sperimentazione animale.

“Il promemoria – si legge in un documento Epa – indica all’agenzia di ridurre in modo deciso i test sugli animali”: si chiede un 30% in meno di richieste di finanziamento di studi sui mammiferi entro il 2025 e la loro completa eliminazione entro il 2035. Dopo quella data, qualsiasi studio sui mammiferi richiesto o finanziato dall’Epa richiederà l’approvazione dell’amministratore, caso per caso”.

Questo ultimo cavillo un po’ preoccupa perché ricorda tanto la legge sulla sperimentazione in Italia che dal 1992 tutela di più le cavie, ma stabilisce che gli animali possono essere utilizzati “quando strettamente necessario”, cioè quando si di riesca a dimostrare che non c’erano alternative al loro utilizzo. Resta il divieto di vivisezione, quello di condurre esperimenti senza anestesia e la sperimentazione per prodotti cosmetici vietata in tutta Europa.

Tornando sul fronte americano, questa decisione si va ad unire al Congress of Toxic Substances Control Act del 2016, una legge che regola sicurezza e sperimentazione dei prodotti chimici negli Stati Uniti.

“Siamo in grado di proteggere la salute umana e l’ambiente utilizzando la scienza all’avanguardia ed eticamente corretta nel nostro processo decisionale che valuta in modo efficiente ed economico i potenziali effetti senza sperimentazione sugli animali”, dichiara Wheeler.

E la notizia non poteva non essere accolta con entusiasmo dalle organizzazioni animaliste.

“Ci sono voluti quasi 20 anni di lavoro per raggiungere questo obiettivo, ma finalmente questa legge impedirà ad altri animali di essere avvelenati da prodotti chimici”, dice Peta.

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