Lo scoiattolo meridionale, ‘scoperto’ nei boschi di Calabria e Campania

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Da qualche giorno la fauna selvatica ha un nome in più: quello dello scoiattolo meridionale che vive nei boschi della Calabria e della Campania. Un esemplare che finora si era nascosto agli occhi dei ricercatori.

Non che non si conoscesse l’esistenza, ma fino a qualche tempo fa si pensava che esso fosse una sottospecie del più comune scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris). Adesso è stata ufficializzata la revisione tassonomica e lo scoiattolo meridionale è stato riconosciuto a tutti gli effetti come una nuova specie.

Il suo nome scientifico è ‘Sciurus meridionalis’ ed è parente del comune scoiattolo europeo, ma ha una caratteristica che lo contraddistingue dagli altri, ovvero il colore nero e il ventre bianco.

L’avvistamento è stato fatto da un team di ricercatori italiani coordinato dall’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) che ha appunto parlato di una vera e propria nuova specie.

LEGGI anche: ALBERT, IL RARISSIMO SCOIATTOLO ALBINO CHE RUBA IL CIBO AGLI UCCELLINI

Hanno partecipato anche esperti di Bicocca, Università di Firenze, Museo La Specola, Università della Calabria, Museo di Storia Naturale della Calabria ed Orto Botanico, Cnr, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi e dalla Società Italiana per la Storia della Fauna “G. Altobello”.

LEGGI anche: SCOIATTOLI: UN DECRETO PER PRESERVARE LE SPECIE AUTOCTONE

scoiattolo meridionale1

La scoperta, pubblicata sulla rivista Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, è stata possibile grazie a un approfondito studio genetico, morfologico ed ecologico che ha rilevato che le popolazioni di scoiattolo presenti in Calabria e Basilicata, riconosciute già dal 1900 come ‘peculiari’, sono una sottospecie dello scoiattolo comune europeo.

LEGGI anche: MUFFOLE, IL TENERO SCOIATTOLO CHE VIVE NELL’ALBERO DI NATALE DELLA COPPIA CHE L’HA SALVATO

Ma anche se appena scoperto, lo scoiattolo meridionale potrebbe essere già una specie a rischio per una serie di motivi. Innanzitutto, per la riduzione degli habitat sempre meno incontaminati, poi per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, ossia introdotte artificialmente dall’uomo come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) dal sud est asiatico, senza dimenticare l’inquinamento provocato dall’uomo.

LEGGI anche: SCOIATTOLO VOLANTE SIBERIANO: L’ANIMALE PIÙ CARINO DEL MONDO (VIDEO E FOTO)

scoiattolo meridionale2

Per adesso, l’Italia festeggia confermando il suo primato di Paese europeo con la maggiore biodiversità, nel Belpaese ci sono infatti oltre 58mila specie animali, tra cui 1300 vertebrati, di questi il 5% esclusivi.

Dominella Trunfio

Foto: Antonio Mancuso

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook