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In UK tre milioni di scoiattoli grigi verranno sterilizzati con trappole alla “Nutella” (per evitare l’abbattimento)

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Oltre a compromettere il benessere di altre specie animali, gli scoiattoli grigi stanno involontariamente rallentando gli sforzi che il Regno Unito sta compiendo nel piantare migliaia di alberi per fermare il cambiamento climatico.

Gli scoiattoli grigi nordamericani furono introdotti nel Regno Unito dall’essere umano nel XIX secolo. I proprietari terrieri vittoriani all’epoca li consideravano animali resistenti, docili ed esotici. Ora rappresentano una minaccia per la flora e la fauna locale e i danni che provocano alle foreste del Regno Unito insieme ad altre specie invasive, costano all’economia dello stato insulare 1,8 miliardi di sterline all’anno. (LEGGI anche: Gli ippopotami di Pablo Escobar hanno colonizzato i fiumi della Colombia. E ora vogliono abbatterli tutti)

Così il Regno Unito ha deciso di avviare una campagna di sterilizzazione di massa in cui i circa 3 milioni di scoiattoli grigi che abitano nello stato cadranno vittima di trappole contraccettive. Il piano è apparentemente semplice: si tratta di attirare la specie in scatole piene di crema di nocciole, arricchite da un contraccettivo orale. In questo modo, saranno sterilizzati uno per uno senza dover attaccare la vita di questi animali.

Dopo essere diventati una specie dannosa per la flora e la fauna locale, gli scoiattoli grigi sono diventati una grande preoccupazione anche per gli ambientalisti e i biologi. Per questo motivo, lo Stato britannico non è solo nello sforzo per la sterilizzazione di massa. Perfino l’UK Squirrel Accord (UKSA), una delle principali organizzazioni per la conservazione e la silvicoltura del paese, persegue lo stesso obiettivo da tre anni.

Recentemente, il Ministro dell’ambiente Lord Goldsmith ha dichiarato che, oltre a compromettere il benessere di altre specie animali, gli scoiattoli invasori stanno inavvertitamente frenando gli sforzi dello stato per fermare il cambiamento climatico attraverso la piantagione di migliaia di ettari di nuovi boschi. Questi roditori strappano la corteccia degli alberi per costruire i loro nidi, danneggiando i boschi.

“Specie invasive non autoctone come gli scoiattoli grigi e altre come i muntjac minacciano chiaramente la nostra biodiversità nativa. Costano all’economia circa 1,8 miliardi di sterline all’anno e hanno un impatto negativo sui nostri alberi e boschi”, spiega Goldsmith.

Il colore degli scoiattoli nel Regno Unito

Lo scoiattolo grigio proveniente dagli Stati Uniti è considerato una minaccia ecologica nel Regno Unito. Oltre ad essere un invasore straniero e causare gravi danni agli alberi, ha un impatto negativo sul suo parente minore, lo scoiattolo rosso.

Mentre gli scoiattoli rossi sono una specie autoctona riconosciuta e protetta dalla Wildlife and Countryside Act 1981, i loro parenti grigi sono classificati come specie esotica invasiva dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, per il suo acronimo in inglese). Per questo organizzazioni come la Red Squirrels Trust Wales o Reclaiming Reds, impegnate nella protezione delle specie autoctone, spesso hanno deciso di sacrificare gli scoiattoli grigi.

Diversi attivisti per i diritti degli animali, come Liz Sullivan, hanno protestato di fronte alla crudele e vergognosa azione di uccidere le popolazioni di scoiattoli grigi, considerata sbagliata anche in quanto normalizzava la violenza contro la fauna selvatica.

“Uno dei metodi che stanno impiegando è incoraggiare i membri del pubblico a prestare trappole e stanno offrendo formazione alle persone per catturare e uccidere gli scoiattoli grigi”, ha dichiarato Sullivan.

Tutti riconoscono la necessità di gestire le popolazioni grigie di scoiattoli, per questo di fronte all’alternativa dell’abbattimento, anche chi difende il benessere dello scoiattolo grigio, sostiene l’iniziativa di limitare gli animali con i contraccettivi.

“È meglio dell’alternativa: un fucile”, dichiara Jason Gilchrist, un ecologista della Napier University di Edimburgo.

Fonti: BBC News / DW / National Geographic

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.
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