Dai laboratori alla libertà: la nuova vita di 110 scimpanzé in “pensione”

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Hanno vissuto per anni e anni in gabbie di cemento e acciaio, senza sapere cosa fossero l’aria , il sole e l’erba. Sono stati provati della libertà, della tranquillità e dell’amore. Su di loro sono stati condotti esperimenti di ogni tipo, in particolare quelli su malattie come l’epatite e l’Aids.

Ma oggi, dopo un anno e mezzo di intensa progettazione, di incontri, viaggi e raccolta fondi, tutti i 110 scimpanzé utilizzati in esperimenti di ricerca presso il New Iberia Research Center, in Louisiana, sono stati mandati “in pensione” nella loro nuove e bellissima casa.

Si tratta del National Chimpanzee Sanctuary – Chimp Haven. Per loro questo è un nuovo inizio, verso una vita che finora non hanno mai potuto condurre: potranno vivere arrampicandosi sugli alberi, rilassandosi al sole e interagire in gruppi sociali. La campagna per portare via dal laboratorio del sud della Louisiana a Chimp Haven questi animali, con un’età variabile da 1 a 50 anni, è iniziata nel novembre 2012, quando il National Institutes of Health ha stabilito che dovevano andare in pensione.

“Siamo entusiasti del fatto che questo grande giorno è finalmente arrivato. Molte organizzazioni e individui hanno lavorato instancabilmente per garantire che questi scimpanzé avessero un nuovo inizio in un ambiente santuario. I nostri sogni sono stati finalmente realizzati”, ha detto Cathy Willis Spraetz Presidente e CEO di Chimp Haven, che ha raccolto 5 milioni di dollari per rendere il centro pronto ad accogliere gli scimpanzé in arrivo.

The New England Antivivisection Society, The Humane Society, The National Antivivisection Society e The American Antivivisection Society, insieme agli attivisti animalisti Bob Barker e Anita Hirsh, hanno versato milioni di dollari per realizzare tutte le aree di gioco e le camere da letto necessarie.

Ned, nell’immagine qui sotto, è una di queste fortunate ex vittime. È arrivato a Chimp Haven nel mese di aprile 2014. Ha subito un trauma cranico che ha provocato mobilità ridotta e deficit cognitivi. Il danno globale al suo cervello rende le interazioni sociali con gli altri scimpanzé molto difficili.

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Nonostante i suoi problemi, ora ha nuovi amici che si prendono cura di lui o lo aiutano nella sua transizione verso la pensione. Con l’incoraggiamento, ha cominciato a capire la vita a Chimp Haven e si sta godendo la sua libertà.

Roberta Ragni

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