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Salmoni uccisi per asfissia, antibiotici e lavoro minorile: la terribile realtà dietro gli allevamenti ‘simbolo d’eccellenza’

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Salmoni uccisi per asfissia fuori dall’acqua o di freddo sul ghiaccio, provocando così una morte lenta e in agonia, mangimi pieni di antibiotici e sfruttamento minorile con violazione del diritto all’infanzia. Questo è ciò che si nasconde dietro la pesca industriale e lo rivela una nuova indagine di Animal Equality.

**ATTENZIONE QUESTO ARTICOLO HA CONTENUTI E IMMAGINI CHE POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA’**

Gli investigatori sono entrati sotto copertura all’interno di un impianto di macellazione in Scozia, ‘simbolo d’eccellenza’ che rifornisce i principali supermercati nazionali e internazionali. Si stima che ogni anno nel Regno Unito vengano allevati e macellati fino a 77 milioni di pesci. La Scozia, in particolare, è il terzo produttore mondiale di salmone allevato, dietro a Norvegia e Cile.

“Con il rilascio di queste indagini, vogliamo dimostrare che il mercato della pesca industriale e degli allevamenti intensivi di pesce colpisce duramente il benessere dei pesci con conseguenze pesanti anche sulla salute dei consumatori, nonché dell’ambiente. La totale mancanza di regolamentazione e di tutele per la vita dei pesci è inaccettabile e chiediamo di fermare questa indifferenza”, spiega Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia.

Noi vi avevamo raccontato almeno dieci motivi per smettere di mangiare salmone da allevamento, tra questi c’era anche il fatto che i medici norvegesi sconsigliano alle donne in gravidanza di assumerlo, per via dell’elevato contenuto di tossine considerate pericolose per lo sviluppo del cervello dei bambini. (Leggi anche: Il segreto del salmone d’allevamento, alimentato con sostanze chimiche per diventare rosa)

Di cosa si cela dietro l’industria del salmone ne abbiamo parlato tante volte. Questi pesci da allevamento sono esposti a sostanze tossiche e metalli pesanti, oltre ad essere nutriti con mangimi arricchiti di coloranti o di sottoprodotti di origine animale. Le precarie condizioni igieniche in cui vengono tenuti contribuiscono anche alla diffusione di agenti patogeni che arrivano sulle nostre tavole.

Nel macello di salmoni, l’organizzazione che da anni denuncia maltrattamenti sugli animali, ha trovato una situazione disastrosa che ha ripercussioni in termini di salute per i consumatori e di livello di impatto sull’ambiente.

salmoni allevamento

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Ogni anno la pesca commerciale uccide trilioni di animali in tutto il mondo. Che siano allevati in allevamenti ittici industriali o catturati allo stato selvatico, i pesci non godono di protezioni legali che regolino il loro trattamento o le modalità di macellazione. Negli allevamenti intensivi i pesci vivono fino a due anni, in acque sporche e infestate. I parassiti che si nutrono di branchie, organi e sangue dei pesci sono comuni, così come le infezioni batteriche, basti pensare che il 40% dei pesci da allevamento sono colpiti dai pidocchi di mare.
Sia la pesca industriale che l’acquacoltura hanno inoltre un forte impatto ambientale.

L’allevamento intensivo di pesci può portare a condizioni dell’acqua tossiche a causa di ammoniaca, nitrati e parassiti. Mentre durante le operazioni di pesca su scala industriale vengono spesso utilizzate reti da traino giganti che raschiano il pesce dal fondo dell’oceano rovinando i fondali. Questo inoltre si traduce anche nel problema della “cattura accessoria”, cioè di quei pesci che vengono catturati a causa dei metodi di pesca ma che vengono ributtati in mare, spesso già morti.

allevamento salmoni

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Anche i problemi per la salute non mancano. Molti pesci dalle grandi dimensioni, tra cui tonno, pesce spada, squalo e sgombro, sono infatti costantemente ricchi di mercurio, che può danneggiare il sistema nervoso di un feto o di un bambino piccolo. Gli agenti inquinanti, talvolta presenti nei pesci, come le statiossine e i PCB, sono stati collegati a tumori e a problemi riproduttivi. Come se non bastasse, a causa dell’inquinamento dei mari, chi consuma pesce ingerisce fino a 11.000 piccoli pezzi di plastica ogni anno, secondo uno studio dell’Università di Plymouth, con gravi rischi per l’infiammazione e la degenerazione muscolare.

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La pesca industriale in India

In India, Animal Equality ha indagato diversi allevamenti di pesci e gamberetti, vivai e mercati del pesce presenti in particolare nel Bengala occidentale, Andhra Pradesh, Tamil Nadu e Telangana, aree note per la loro produzione di pesce. Come sappiamo, l’India contribuisce a circa il 6,3% della produzione ittica globale, ma l’industria della pesca e dell’acquacoltura, sempre più intensiva, sta adottando pratiche progressivamente più pericolose per ambiente, salute umana e diritti animali.

Cosa emerge dall’investigazione? La “mungitura del pesce”, una pratica crudele in cui le uova di una femmina di pesce vengono spremute a mano. I pesci soffrono di dolori atroci, traumi e stress durante questa procedura; sovraffollamento con migliaia di pesci allevati in piccole vasche spesso infestate da batteri e virus a causa della scarsa qualità dell’acqua. Ancora, mangime carico di antibiotici, un uso massiccio e non regolamentato che porta alla resistenza agli antibiotici tra i consumatori; pesci uccisi per asfissia fuori dall’acqua o di freddo sul ghiaccio, provocando così una morte lenta e in agonia; ancora schiacciati a morte dal peso di altri animali quando vengono catturati nelle reti e gettati nei contenitori o che muoiono durante il trasporto in quanto tenuti in vita per essere macellati nei wet market.

C’è poi tutta la questione lavoro minorile. Gli allevamenti di pesce, infatti, oltre a violare i diritti animali, violano anche i diritti umani. I video mostrano bambini che macellano il pesce nei mercati, esponendoli così a violenza gratuita e per altro violandole leggi relative alla proibizione del lavoro minorile. Senza dimenticare lo spreco di acqua e il degrado del suolo.

Fonte: Animal Equality

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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