Macellazione di massa per 18mila galline ovaiole: salmonella nell’allevamento intensivo

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Salmonella in un allevamento di galline ovaiole all’interno un’azienda nei pressi di Correggio. A scoprilo è stata l’azienda sanitaria locale dei Comuni del Distretto di Correggio, che dopo aver accertato la presenza del batterio della salmonella nella lettiera delle galline ne ha disposto la macellazione di massa.

Durante un controllo di routine effettuato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, è stato riscontrato il batterio della salmonella nel pavimento del capannone.

Le uova non sono state contaminate. Dai successivi controlli di laboratorio infatti è emersa l’assenza di positività per le uova destinate alla produzione di prodotti alimentari.

Ma a farne le spese saranno ancora una volta le galline. Il Servizio Veterinario del Dipartimento di Sanità Pubblica

“in linea con le normative comunitarie europee e il Piano Nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli, prevede l’invio al macello dei capi”.

Tutti gli animali presenti nell’allevamento, circa 18.000 galline, saranno uccisi.

Se negative alla salmonella, dopo la macellazione saranno utilizzate per la produzione di alimenti cotti.

“È utile ricordare che il trattamento termico, sia della carne che delle uova, annulla la possibilità di contaminazione” rassicura la Ausl.

Si tratta di uno dei tristi risvolti degli allevamenti intensivi, dopo spesso questi animali si trovano costretti a vivere stipate in ambienti chiusi e dove la presenza di un agente patogeno può diffondersi molto velocemente. Negli allevamenti gli animali si trovano rinchiusi dentro un capanno, sfruttati per produrre alimenti destinati all’uomo, trasformati in macchine.

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La loro morte dunque non viene considerata sotto il profilo etico ma sul piano economico, in termini di perdite e non di vite spezzate.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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