Licenziati dopo aver postato le loro foto di caccia agli animali selvatici in Africa

trofeo caccia

Ogni volta impugnando il fucile, sorridevano davanti ai loro trofei di caccia: leopardi, elefanti, bufali, tutte vittime di una passione sadica e senza senso. Ma l’indignazione social questa volta ha avuto un seguito e la coppia in questione è stata licenziata.

Jacques A. e sua moglie Martine gestivano un supermercato della Super U, a L’Arbresle, cittadina francese non distante da Lione, ma i due continuavano ad avere una passione sfrenata per la caccia.

Così ogni anno in Sudafrica, dove è consentito cacciare animali selvatici pagando organizzazioni che gestiscono le battute, andavano in vacanza per uccidere. E poi chiaramente si scattavano delle foto ricordo.

Immagini ignobili che però sono finite sui social postate da una delle organizzazioni dedite alla caccia grossa che li aveva ospitati, scatenando l’ira degli utenti.

trofeo caccia

Ma non una semplice indignazione, una vera e propria protesta tant’è che sulla questione è intervenuto perfino il sindaco di Lione Gérard Collomb, commentando che“cacciare specie protette è un atto criminale”.

trofeo caccia

Alla fine, a marito e moglie, questa passione è costata la perdita del lavoro. La direzione della catena Super U infatti, ha sollecitato le loro dimissioni motivando che quelle immagini vanno in contrasto con i valori della difesa della natura divulgati dall’azienda.

I due avrebbero ucciso: un leone, gazzelle, un ippopotamo, un leopardo e persino un coccodrillo. Le immagini che risalgono al 2015 sono finite sul web in questi ultimi giorni e hanno creato lo scompiglio e l’azienda ha postato su Twitter la sua scelta prendendo le distanze da questo tipo di comportamento.

“Siamo totalmente contrari alle attività di safari di caccia, annunciamo che i due lavoratori lasciano l’azienda con effetto immediato”.

Inutile dire che la decisione è stata accolta da tutti con grande plauso.

“Devi dare l’esempio. Non puoi permetterti di uccidere un essere vivente e di vantarti di cadaveri sui social”, ha chiosato un utente.

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Dominella Trunfio

Foto: Clarín

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