Rondini, balestrucci e rondoni sono tornati, ma rischiano di non trovare più i loro nidi

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Le rondini sono il simbolo per eccellenza della primavera. Quest’anno, viste le temperature miti, i primi esemplari sono iniziati a tornare alle nostre latitudini con un certo anticipo, trovandosi però spesso di fronte ad un problema: la perdita dei loro nidi.

Rondini, balestrucci e rondoni sono uccelli migratori molto abitudinari, tornano sempre nel luogo che hanno lasciato la primavera precedente e addirittura vanno alla ricerca dello stesso nido che hanno utilizzato e conoscono.

Ad avvertire dei rischi che corrono è la Lipu di Rende che comunica come spesso questi uccelli si trovino a tornare presso una “casa” che non esiste più.

Se nei giorni scorsi abbiamo alzato gli occhi al cielo, dalle nostre finestre, forse abbiamo già individuato alcuni gruppi sporadici di rondini. Dato il clima mite, è dall’inizio di marzo che alcune rondini, ma anche balestrucci e rondoni, sono arrivati nel nostro paese alla ricerca del solito, confortevole luogo sicuro dove trascorrere la primavera, nidificare e mettere al mondo i propri cuccioli.

Questi uccelli, ogni anno, percorrono migliaia di chilometri per tornare a casa superando anche luoghi pericolosi come il deserto del Sahara e il Mediterraneo. Tutto per ritrovare il nido che conoscono e dove sono nati e cresciuti, che si può trovare sul tetto di un casolare, sotto un cornicione, sulla facciata di un palazzo, ecc.

Purtroppo, però, queste specie sono in netto declino. Ciò a causa del fatto che trovano un ambiente sempre più ostile e cambiato: aria inquinata, agricoltura intensiva dove si fa uso di sostanze chimiche inquinanti oltre a, non meno importante, la perdita dei siti di nidificazione soprattutto negli ambienti urbani (più frequentati da balestrucci e rondoni, piuttosto che dalle rondini).

Spesso le persone distruggono i nidi di questi uccelli che si trovano presso le loro abitazioni in quanto accusati di “sporcare”, oppure perché è necessario ristrutturare sottotetti e facciate dei palazzi. E questo, ricorda la Lipu, avviene anche durante il periodo di nidificazione (ciò significa morte certa per i cuccioli di queste specie).

Considerate che questi uccelli ci aiutano a tenere sotto controllo la crescita della popolazione di mosche e zanzare, si nutrono infatti di insetti di cui vanno a caccia mentre sono in volo. Secondo alcuni studi scientifici, una coppia di rondini può mangiare fino a 6.000 insetti al giorno nella stagione riproduttiva. Un motivo in più per tutelarle.

Ricordiamo tra l’altro a tutti che rondini, rondoni e balestrucci sono specie protette dalla legge n. 157/92 e da varie altre direttive europee quindi è severamente vietato distruggere i loro nidi. Per quanto riguarda la ristrutturazioni di facciate e palazzi esistono precisi regolamenti in cui sono stabiliti i modi in cui trattare l’eventuale presenza di nidi per preservare le specie protette.

Anche noi possiamo aiutare le rondini durante la loro nidificazione, attraverso la costruzione di nidi artificiali che vanno a sostituire il nido originale nel caso fosse caduto, si sia rotto o sia stato tolto per effettuare una ristrutturazione edilizia. QUI come fare.

Fonte: Lipu Rende 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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