Credits: Australian National University

Questo adorabile roditore australiano estinto è stato riscoperto, vivo, dopo 150 anni

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Un roditore australiano, finora ritenuto estinto, è stato riscoperto, vivo, dopo 150 anni. Si tratta del topo di Gould, scomparso (come molti altri mammiferi locali) dopo la colonizzazione europea. 

È sempre triste riportare l’estinzione di una specie animale o vegetale, ma (per fortuna) alle volte una specie ritenuta estinta viene riscoperta – con grande gioia dei naturalisti. I ricercatori della Australian National University (ANU) hanno recentemente dichiarato che il topo australiano di Gould, un piccolo roditore ritenuto estinto ormai da 150 anni, è stato trovato su numerose isole a largo della costa occidentale dell’Australia. Si riteneva che questo topo si fosse definitivamente estinto in seguito a cambiamenti ambientali dovuti alla colonizzazione europea del suo territorio.

La ‘risurrezione’ di questa specie è davvero una buona notizia di fronte al gravissimo depauperamento dell’ambiente naturale australiano dovuto alla colonizzazione europea – spiega il professor Roycroft, che ha annunciato la scoperta. – Si stima, purtroppo, che il 41% dei mammiferi australiani si siano del tutto estinti dopo l’avvento dei colonizzatori europei nel 1788. È fantastico che il topo di Gould sia ancora in vita, anche se la sua estinzione dal continente (la sua presenza è attestata infatti solo sulle isole) evidenzia quanto velocemente questa specie sia passata dall’essere una delle più diffuse in Australia all’essere confinata solo in piccole zone occidentali. Il crollo del numero degli esemplari è notevole.

Il team ha comparato campioni di DNA presi da roditori australiani estinti e 42 dei loro simili ancora in vita, provando a ricostruire le dinamiche che hanno coinvolto questi animali dopo l’arrivo degli europei nel territorio. Sono stati sorpresi nello scoprire che il topo di Gould era geneticamente uguale al topo di Shark Bay, che ancora vive su numerose isole australiane. In pratica, anche se questi due animali erano considerati esponenti di due specie diverse, in realtà appartengono alla stessa specie.

La biodiversità, sia nel contesto degli ecosistemi che delle single specie, è la cartina al tornasole della varietà genetica. È un po’ come una assicurazione sulla vita: se un agente patogeno o un altro tipo di minaccia prende di mira un individuo o anche un’intera specie sulla base di alcuni tratti genetici, ci sono altri ‘attori’ della stessa specie, o di un’altra specie, che possono rimpiazzare l’individuo o la specie minacciati e garantire la sopravvivenza attraverso un fenomeno detto selezione naturale. In un ecosistema, questo assicura che processi vitali come il ricambio dell’acqua o degli elementi nutritivi continui a essere messo in atto anche se una specie si estingue.

Fonte: PNAS

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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