Ucciso l’ultimo rinoceronte del Mozambico

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Probabilmente è stato ucciso l’ultimo rinoceronte del Mozambico. La colpa, ovviamente, è dei bracconieri, che hanno continuato a cacciare illegalmente questi maestosi animali per i loro corni, da rivendere a caro prezzo in Asia. Secondo Antonio Abacar, il direttore del Great Limpopo Transfrontier Park, unico luogo in cui i colossi vivevano in Mozambico, sono loro, infatti, che ne hanno determinato di fatto l’estinzione dal Paese africano.

Ciò che è ancora più triste è che gli elefanti potrebbero fare presto la stessa fine, ha spiegato ancora all’Associeted Press Abacar, spiegando che le autorità credono che i bracconieri siano stati in grado di tracciare i movimenti dei rinoceronti proprio con l’aiuto dei ranger che lavorano nel Parco. Ora un totale di 30 rangers, sui 100 impiegati nella riserva, sono stati convocati in tribunale nelle prossime settimane, accusati di collusione con le morti dei rinoceronti. Proprio uno di loro ha rivelato ai media locali di aver agito sotto pagamento di 2.500 meticais (circa 80 dollari), una cifra pari quasi al suo stipendio mensile, che oscilla tra i 2.000 ei 3.000 meticais (da 64 a 96 dollari).

Mentre è probabile che tra loro quelli che risulteranno colpevoli perderanno il lavoro, i tribunali saranno un misero deterrente per i bracconieri: l’uccisione della fauna selvatica e il commercio illegale di corno di rinoceronte e zanne di elefante sono considerati solo reati minori in Mozambico. ”Non si vedono esemplari da gennaio, molto probabilmente significa che quelli che vivevano all’interno del parco sono morti. Il nostro più grande problema è che alcuni dei nostri lavoratori sono coinvolti nel bracconaggio”, ha spiegato il direttore del parco, che si estende su una superficie di 1,1 milioni di ettari e copre anche il South African Kruger Park e il Gonarezhou Park in Zimbabwe.

Ma non tutti sono concordi nel parlare di estinzione dei rinoceronti mozambicani: Bartolomeu Soto, direttore della unità di conservazione del Mozambico transfrontaliera, crede che qualche esemplare ci sia ancora “anche se non sappiamo quanti”. L’unico dato ufficiale disponibile per le morti dei rinoceronti è che 17 carcasse sono state trovate nel parco nel 2010. Intanto, ciò che è certo, è che il massacro continua. Il governo del Mozambico lavora dal 2009 a una riforma globale delle leggi ambientali che proteggerebbero la fauna selvatica imponendo pene detentive obbligatorie ai trasgressori. Forse, però, ormai è troppo tardi per salvare l’ultimo dei rinoceronti del Mozambico.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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