La foca grigia con il collo intrappolato nei rifiuti da pesca, mentre dà da mangiare al suo cucciolo, è l’emblema della nostra società

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Le fotografie di una foca grigia dell’Atlantico in un sito di riproduzione con detriti di pesca attaccati al collo hanno suscitato avvertimenti da parte degli ambientalisti

Il loro splendido habitat naturale è ridotto a un cumulo di rifiuti. Così la foca grigia atlantica è costretta a vivere in mezzo alle reti da pesca abbandonate e a ciò che noi abbandoniamo e il mare puntualmente restituisce.

La foto che vedete qui di seguito è stata scattata su una spiaggia nel Pembrokeshire, nella parte sud-ovest del Galles e mostra una foca femmina aggrovigliata in un pezzo di rete e in un filo da pesca. Un filo le stringe il collo mentre il suo cucciolo la osserva incuriosito.

A destare scalpore non è solo la grande presenza di rifiuti, ma il fatto che essi si trovino in una spiaggia remota e di difficile accesso, in cui le foche si riproducono. Ed è così che quello che fino a qualche tempo fa era il paradiso della foca grigia, ora invece è una discarica che rischia di mettere a repentaglio la vita di questi animali. Le associazioni da tempo mettono in guardia sui pericoli legati ai rifiuti oceanici ma quest’immagine evidenzia ancora una volta l’urgenza di correre ai ripari.

Mark Underhill, direttore della campagna per il National Trust, ha spiegato:

“Ogni giorno vengono scaricate in mare grandi quantità di rifiuti e la nostra fauna sta pagando il prezzo. I rifiuti come le reti e l’attrezzatura da pesca non vanno semplicemente via e possono rappresentare una minaccia per decenni, intrappolando tutti i tipi di vita oceanica, come si vede qui al largo della costa del Galles occidentale.

La foca grigia dell’Atlantico  (Halichoerus grypus Fabricius), tra l’altro, è un mammifero marino protetto e una delle specie di foca più rare al mondo. Si stima che in tutto il pianeta in tutto vivano 300mila esemplari, di cui la metà vive nelle acque britanniche e irlandesi.

Natural Resources Wales monitora le foche nella Pembrokeshire Marine Special Area of ​​Conservation. La responsabile Kate Lock ha spiegato:

“Il problema dell’entanglement delle reti è motivo di crescente preoccupazione, soprattutto con i numeri elevati registrati ogni anno. Nel 2019, proprio nell’area intorno all’isola di Skomer, 28 singole foche sono state fotografate con evidenti segni, a prova del fatto che in un dato momento della loro vita erano rimaste impigliate”.

Il Pembrokeshire è una zona di riproduzione per le foche che ogni anno arrivano da queste parti tra la fine di agosto e dicembre per dare alla luce i loro cuccioli. I mesi di settembre e ottobre sono quelli in cui si registrano più nascite e purtroppo l’intrappolamento e il’ngestione di plastica da parte di animali marini sono ormai ampiamente segnalati anche in questi luoghi.

E la foto non è altro che l’ennesima dimostrazione.

Fonti di riferimento: The Indipendent, ITV, Belfast Telegraph

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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