Quali sono gli oggetti di plastica che uccidono più delfini, balene e altri animali marini

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I rifiuti di plastica rappresentano una delle peggiori minacce per gli animali, soprattutto per le specie marine. Ogni anno circa 8 tonnellate di plastica finiscono negli oceani e ad ingerirla sono oltre 700 specie marine, tra cui balene, delfini e tartarughe.

In tantissimi casi l’ingestione della plastica blocca il loro sistema digerente, portando ad un morte lenta e dolorosa. Per fermare questa strage silenziosa è necessario chiedersi innanzitutto quali sono gli oggetti di plastica più pericolosi per la vita della fauna marina.

I rifiuti di plastica più letali per le specie marine 

Partendo dal presupposto che l’inquinamento da plastica in mare è sempre pericoloso e da debellare, è bene sapere quali sono i rifiuti che più di altri possono rivelarsi fatali per gli animali marini. Qualche anno fa alcuni esperti in biologia marina hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Society for Conservation Biology, che si poneva l’obiettivo di individuare oggetti di plastica più pericolosi.

Durante la ricerca sono emersi quattro elementi principali ritenuti più letali per la fauna selvatica:

  • sacchetti di plastica e imballaggi
  • attrezzatura da pesca
  • palloncini e gomma
  • oggetti di plastica
rifiuti-plastica-animalimarini

@Society for Conservation Biology

I sacchetti, gli imballaggi e le pellicole di plastica, che generalmente causano blocchi intestinali, si sono rivelati responsabili del maggior numero di morti di tutte le specie marine prese in considerazione, in particolare hanno causato il decesso di cetacei, tra cui balene e delfini e tartarughe marine.

Invece, l’attrezzatura da pesca – come le reti e la lenza – è stata fatale per animali più grandi come le foche e i leoni marini. Si stima infatti che il 5,7% delle reti da pesca e il 29% delle le lenze non vengono smaltite correttamente e finiscono così in mare, trasformandosi in una minaccia per la fauna marina.

Ad uccidere maggiormente gli animali più piccoli sono stati invece i palloncini, ma anche le corde e detriti di gomma. L’ingestione di frammenti di plastica dura, gomma, rifiuti da pesca e palloncini si è rivelata, inoltre, letale per gli uccelli marini.

plastica-uccelli

@Lauren Roman

Quale soluzione per tutelare la fauna marina?

Per fermare la morte degli animali marini e proteggere l’ecosistema dei nostri oceani è necessario intervenire prima che sia davvero troppo tardi. Sono diverse le misure che, se adottate correttamente, potrebbero invertire la rotta. Come evidenziato anche dai biologi marini, bisognerebbe innanzitutto divulgare maggiore informazioni ed educare i pescatori, mettendoli al corrente delle terribili conseguenze derivanti dall’inquinamento da pesca. Un altro importante passo potrebbe essere l’imposizione di sanzioni salate per disincentivare lo scarico di rifiuti nelle acque di mari e oceani, oltre che la creazione di appositi spazi nei porti per lo smaltimento delle reti, lenze e altra attrezzi da pesca.

Ma la pesca non è affatto l’unica causa dell’inquinamento da plastica. Per questo è fondamentare non soltanto cambiare politiche, ma anche sensibilizzare i singoli cittadini. Riciclare e smaltire correttamente la plastica, o ancora meglio ridurne il consumo, può fare la differenza per centinaia di specie marine, costantemente minacciate, che devono fare le spese delle azioni superficiali e scellerato dell’uomo.

Fonte: Society for Conservation Biology

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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