Corrida, per i tori riprende la terribile agonia. A Madrid c’è stato il primo raccapricciante “spettacolo” post-Covid

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Torna a Madrid il raccapricciante “spettacolo” della corrida: il primo della città da quando è iniziata la pandemia di coronavirus

Avevamo tirato un sospiro di sollievo dopo lo stop momentaneo a questa barbarie, un fermo grazie al quale tanti tori si sono salvati non solo dalle torture, ma anche da una morte lenta e dolorosa. Tuttavia il governo spagnolo ha deciso di riaprire l’arena di Las Ventas, che pochi giorni fa ha ospitato 6000 persone, il 40% della capienza. 

Naturalmente non sono mancate le proteste di associazioni animaliste e anti-corrida come La Tortura No Es Cultura, che  continuano a intervenire a livello mediatico chiedendo di fermare una volta per tutte questo evento sanguinario. 

Non dimentichiamo l’investigazione della LAV sulla crudeltà e i rischi sanitari delle corride. L’associazione ha portato alla luce del sole il fatto che gli organizzatori di questo circo dell’orrore ricevono fondi dalla Comunità Europea. 

Se non bastano le violenze perpetrate sui tori, che vengono seviziati e uccisi dopo una tremenda agonia, l’inchiesta ha riguardato anche i rischi di tali “spettacoli” per le persone da un punto di vista igienico-sanitario. 

La LAV ha testimoniato, anche attraverso dei filmati, che i tori sono stati trasportati fuori dall’arena per la macellazione; la carne viene poi trasportata senza rispettare le norme igienico sanitarie e infine venduta alle macellerie o ai ristoranti locali. Non solo: il sangue dei tori rimane sul piazzale e viene in contatto con gli spettatori. 

La corrida è uno spettacolo insostenibile, da anni contestato perché contrario all’etica e alla tutela degli animali, diseducativo eppure offerto in spettacolo anche ai minori (…) – afferma Roberto Bennati, Direttore Generale LAV – Oggi più che mai, nell’emergenza Covid-19, ignorare i rischi sanitari di arene dove si semina il sangue di questi animali, macellati sul posto in strutture attigue e con dubbi standard di sicurezza sanitaria è un atto irresponsabile.

Sebbene la corrida stia perdendo consensi (si pensi che, secondo un sondaggio del 2015, oltre l’84% dei giovani spagnoli non è d’accordo con questa terribile tradizione), l’ usanza non cessa di esistere, anzi, viene incoraggiata dal governo. 

Quanto ancora dobbiamo attendere prima che questo scempio finisca una volta per tutte? 

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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