La nuova rubrica di Matteo Viviani su GreenMe

Questo raro calamaro, scoperto in acque oceaniche profonde, apre i nostri occhi su un mondo misterioso e oscuro

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Le profondità oceaniche nascondono animali bizzarri, dalle forme e dai colori inusuali – come questo calamaro ripreso dallo Schmidt Ocean

Le oscure profondità degli oceani non sono ideali per chi è abituato a vivere sulla terraferma: oltre al buio quasi totale e all’assenza di ossigeno, il peso dell’acqua crea una insostenibile pressione. Tuttavia, esistono forme di vita che hanno saputo adattarsi alle condizioni di vita difficili di questi ambienti, rivelandosi bizzarre per forme e colori ai nostri occhi.

Se finora l’esplorazione degli abissi oceanici era stata inaccessibile all’uomo, a causa della mancanza di tecnologie adeguate che permettessero di addentrarsi in tali territori, ora i progressi della scienza permettono ai ricercatori di ‘dare un’occhiata’ a ciò che succede in fondo al mare e fare la conoscenza di nuove, incredibili specie. In particolare, la messa a punto di veicoli radiocomandati in grado di andare sott’acqua e riprendere immagini di altissima qualità grazie a telecamere di ultima generazione ha permesso di accendere una luce in questo universo oscuro e silenzioso.

Ecco che i ricercatori dello Schmidt Ocean Institute hanno condiviso sul loro profilo Twitter le immagini (raccolte nell’ottobre del 2019) di un bizzarro esemplare di calamaro, mai visto dall’occhio umano poiché vive a oltre 4.000 metri di profondità, in un’area quasi mai raggiunta dai raggi del sole. L’animale appartiene alla specie Planctoteuthis e non sembra affatto un calamaro: è caratterizzato da una lunga coda arricchita da numerose appendici e da striature bluastre che luccicano nel buio (grazie alla presenza di cellule chiamate cromatofori, che si illuminano per effetto del movimento); le pinne, invece, sembrano molto piccole rispetto al corpo.

Questa piccola osservazione fatta grazie al video registrato dal robot non ci permette di comprendere molto della vita di questo raro animale. Non è chiaro, per esempio, se l’illuminazione presente nella sua coda serva ad attrarre le prede, ad allontanare i predatori o addirittura a comunicare con altri membri della stessa specie – probabilmente si tratta di una combinazione di tutte queste funzioni. Allo stesso modo, non si conosce lo scopo di una coda tanto lunga e dalla forma così elaborata.

Come abbiamo detto, questa specie di calamaro è molto diversa da quelle a cui siamo abituati. In effetti, il Planctoteuthis è molto più simile a un sinofore, un animale caratterizzato da lunghi tentacoli estremamente velenosi con cui cattura e uccide le prede di cui si nutre. Evidentemente, questo aspetto così simile ad un altro animale ben più pericoloso rappresenta un vantaggio per il calamaro, che in questo modo spaventa i predatori: è un fenomeno diffuso in natura, noto con il nome di mimetismo.

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Fonte: Twitter

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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