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Puntura di tracina, come evitarla e cosa fare in caso di contatto con il pesce ragno

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Le tracine o pesci ragno sono molto diffuse nel Mediterraneo per questo può succedere che camminando in fondali sabbiosi poco profondi o sulla battigia, si venga punti dagli aculei velenosi che si trovano sul suo dorso.

Tracina: chi è e dove vive

Le tracine, appartengono alla famiglia Trachinidae, che comprende un esiguo numero di specie diffuse soprattutto nei mari europei. Questi pesci si possono trovare nel Mediterraneo, nel Mar Nero, nelle acque Atlantiche europee, sino alla Scozia a nord e alle Canarie a sud, lungo le coste dell’Africa occidentale e nelle acque Cilene.

Le tracine vivono esclusivamente in mare e su fondali sabbiosi o fangosi, preferibilmente entro i primi 30 metri di profondità, anche se sono state segnalate a profondità maggiori, sino a 150 metri.

Tracina: come riconoscerla

Le tracine hanno un corpo schiacciato lateralmente, il loro corpo appare quasi liscio, dal momento che hanno delle piccole scaglie ciclioidi. Gli occhi sono laterali, alti, e consentono la visione all’animale quando è nascosto sotto la sabbia.

Ai meno esperti accade spesso di confondere gli occhi sporgenti delle tracine per i sifoni dei cannollicchi (Ensis ensis) e quindi, quando si infila la mano per raccoglierli si corre il rischio di essere punti dall’animale, che usa le spine velenifere sia per difesa che per offesa, anche nei confronti dei sub.

Le spine dorsali sono robuste e velenifere; in condizioni di riposo sono abbassate, ma vengono erette appena ci si avvicina al loro nascondiglio o quando cacciano una preda. Queste spine dorsali sono collegate ad un tessuto spugnoso che produce veleno.

tracina

@123rf/wrangel

Tracina: la puntura

Se si viene punti, il dolore è immediato, ma ha il suo picco dopo una ventina di minuti. La puntura arriva dalla spina dorsale della tracina, che rilascia un veleno, la parte punta sarà rossa e gonfia. Potrebbero verificarsi anche altri sintomi come nausea, vomito e febbre con un dolore che può durare diverse ore estendendosi anche a tutto l’arto.

Cosa fare se ti punge una tracina

Un buon rimedio da poter utilizzare immediatamente, se si è punti mentre ci si trova in spiaggia, è mettere il piede nella sabbia calda. Da evitare ghiaccio o acqua fredda che peggiorano le cose (non va bene neanche l’ammoniaca). Se possibile, bisogna immergere immediatamente la parte ferita in acqua molto calda (37-max 40 °C) perché la temperatura inattiva le tossine di natura proteica, che sono termolabili; se il trattamento con il calore viene effettuato immediatamente dopo la puntura, il dolore si attenua velocemente.

Gli antidolorifici, invece, non sono efficaci, non alleviano il dolore causato dalla puntura di tracina. Del tutto inutili, seppur originali sono anche rimedi quali spegnere una sigaretta sulla parte in cui si è stati punti, applicare aceto o urinare sulla ferita (l’eventuale sollievo deriva dal fatto che l’urina è calda).

È utile, invece, recarsi da un medico per valutare, in base ai disturbi (sintomi) presenti, la necessità di cure locali o generali, in particolare l’applicazione di pomate cortisoniche o antibiotiche sulla ferita e un’eventuale profilassi antitetanica.

Rolando Tasinato, medico presso ULSS 3 Serenissima Ospedale di Mirano (Venezia) aggiunge:

Il dolore in questi casi è veramente molto forte, intenso e urente (sensazione dolorosa simile a quella provocata dal contatto con corpi arroventati) ed è dovuto all’inoculo sotto la pelle della sostanza tossica presente negli aculei, spiega Tasinato. Ecco i suoi consigli:

Per evitare che dolore e gonfiore provocati dalla puntura del pesce ragno e, in particolare, dal veleno del suo aculeo creino ulteriori problemi, occorre:

  • sciacquare con acqua di mare e cerca di togliere ogni frammento di spina (se visibile)
  • disinfettare accuratamente la zona colpita possibilmente non con disinfettanti a base di alcool ma con Tintura di Iodio, con Amuchina o con acqua ossigenata.
tracina puntura

Foto

I rimedi per la tracina

Per inattivare il veleno si consiglia anche di immergere quanto prima il piede o la zona colpita in ACQUA MOLTO CALDA (la temperatura più elevata possibile che ci consenta di tenere immersa la parte senza incorrere in ustioni).

La tossina del pesce ragno infatti è termolabile cioè si inattiva si distrugge cioè alla temperatura di circa 45 gradi). L’immersione in acqua molto calda deve proseguire almeno mezz’ora sino alla scomparsa del dolore.

“Nelle ore successive alla puntura può comparire qualche linea di febbre, specie nei bambini più piccoli, in altri casi la persistenza del dolore, seppur attenuato dal pediluvio con acqua calda necessita dell’assunzione di antidolorifici e in rari casi occorre effettuare una infiltrazione di anestetico locale sul punto di inoculo”, chiosa il medico.

In ogni caso fate attenzione… a dove mettete i piedi! E ricordate che entrare in acqua con calma, senza correre, dà tempo alla tracina di spostarsi prima che il piede tocchi la sabbia, riducendo le probabilità di essere punti 

Fonti di riferimento: Istututo superiore di sanità

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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