Cento euro in premio ai pescatori che salvano le tartarughe in Puglia

Saranno premiati con 100 euro i pescatori che in Puglia si impegnano a salvare le tartarughe. E’ questa l’idea dell’Area marina protetta di Porto Cesareo (Lecce) per aiutare la specie a rischio.

L’area marina salentina, tramite un provvedimento del suo Consorzio di gestione, ha pensato di istituire un “premio” per chi salva le tartarughe marine e le consegna sane e salve ai soccorritori.

Si tratta di una ricompensa in denaro, 100 euro, che vengono riconosciuti ai pescatori (capobarca) virtuosi che, mentre operano in mare, interrompono la propria attività, per salvare questi animali portandoli agli esperti dell’Area Marina protetta in modo che possano prendersene cura al meglio.

L’idea di coinvolgere i pescatori non è casuale dato che, proprio loro, utilizzando attrezzi specifici, si trovano in alcuni casi  a catturare involontariamente questi animali. La gratifica in denaro o meglio “lo speciale fondo di sostegno per i pescatori” li dovrebbe convincere a salvare il maggior numero possibile di tartarughe marine.

Come ha spiegato al Corriere Salentino il presidente del Consorzio di gestione Amp Porto Cesaeo, Remì Calasso:

“Considerato che durante l’attività di pesca professionali con attrezzi da posta e palangari possono avvenire catture accidentali di esemplari di tartarughe marine e considerato altresì che il pescatore oggetto di cattura accidentale di tartarughe al fine di salvare la stessa è obbligato ad interrompere l’attività di pesca e prestare soccorso sino alla consegna alle autorità competenti, col fine si salvare il maggior numero di tartarughe marine si ritiene opportuno incentivare e gratificare il pescatore, che operando nell’Amp Porto Cesareo, intende prestare soccorso alle tartarughe in difficoltà rinunciando all’introito della giornata”

A questo scopo è stata stanziata la somma annuale di 1.000 euro. L’iniziativa, come sottolinea in una nota l’Area marina protetta, è un “fatto unico su tutto il territorio italiano“.

Un’idea che potrebbe salvare almeno alcune delle migliaia di tartarughe che ogni anno sono vittime delle attività dell’uomo in mare e dell’inquinamento (si parla di 10mila Caretta Caretta). Questi rettili, non solo rischiano la vita rimanendo impigliati nelle reti, trascinati magari per chilometri e feriti, ma anche a causa della plastica che ingeriscono o in cui rimangono impigliati.

Fortunatamente questo non è l’unico progetto nato per aiutare gli animali marini. Vi è ad esempio anche TartaLove che, attraverso l’acquisto di gadget, donazioni e adozioni simboliche delle tartarughe, è già riuscito a salvare, curare e rimettere in libertà ben 1500 esemplari. Tra di loro Harry e Meghan, curate nel Centro di Recupero di Manfredonia, che torneranno in mare aperto il prossimo 14 febbraio.

Fonte di riferimento: Corriere Salentino/La Repubblica

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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