Bison Bridge

Negli Stati Uniti un ponte da demolire diventerà il corridoio verde più lungo del mondo e aiuterà a salvare i bisonti

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Tra Iowa e Illinois sorge un vecchio ponte di cemento che consente a oltre 40mila veicoli al giorno di attraversare l’unico tratto del fiume Mississippi che scorre da est a ovest. Il ponte, costruito 55 anni fa, oggi risulta obsoleto e dovrebbe essere demolito e ricostruito.

Chad Pregracke, noto ambientalista cresciuto nell’area metropolitana delle Quad Cities, ha però un progetto ambizioso: quello di trasformare il vecchio ponte in un lungo percorso pedonale e ciclabile e in un corridoio verde per la fauna selvatica, in particolare per i bisonti.

Pregracke trascorre molto del suo tempo libero a ripulire i rifiuti dal Mississippi e nutre una vera e propria passione per il fiume. L’idea di convertire il ponte in un corridoio per gli animali gli è venuta quattro anni fa e ora potrebbe essere presa in considerazione dai dipartimenti dei trasporti dell’Iowa e dell’Illinois.

La sua proposta è infatti in fase di valutazione e, se approvata, potrebbe essere realizzata in soli cinque anni. Il ponte si trasformerebbe così nel più lungo attraversamento per la fauna selvatica mai creato dall’uomo.

Il piano di Pregracke prevede la costruzione di un nuovo ponte più a valle dove deviare il traffico automobilistico. Il vecchio ponte, anziché essere demolito, potrebbe essere destinato alla realizzazione di un’importante pista ciclabile e pedonale e di un percorso recintato per consentire alle mandrie di bisonti di raggiungere le aree verdi tra Iowa e Illinois.

I bisonti un tempo erano numerosi in tutta la regione in cui ora sorge il ponte, ma negli ultimi duecento anni sono andati via via diminuendo e ora sono in pericolo. A metà del 1800 tra i 30 e 60 i milioni di bisonti vagavano per le Grandi Pianure e quella che oggi è la Quad Cities, all’epoca era il principale centro commerciale per i popoli indigeni. Successivamente, il governo degli Stati Uniti ha iniziato a prenderli di mira per affamare gli indigeni e cacciarli dalle loro terre. Alla fine del XIX secolo erano rimasti solo 300 bisonti selvatici.

Dal 1997, la National Wildlife Federation ha stipulato un accordo di conservazione con un gruppo di difesa intertribale per il ritorno dei bisonti selvatici nelle terre tribali e per ripristinare il legame culturale dei nativi americani con il bisonte, che da sempre lo venerano come principale fonte di cibo e simbolo spirituale.

“I bisonti sono stati distrutti come mezzo per sradicare le proprietà terriere dei nativi americani e infliggere pratiche di genocidio, quindi per le nostre comunità tribali, il ripristino dei bisonti è molto importante, non solo per le tribù dei nativi americani, ma anche per il popolo americano che avrà l’opportunità di conoscere questa storia”, ha spiegato Jason Baldes, coordinatore dei bisonti tribali per la National Wildlife Federation.

Ripristinare i bisonti negli Stati Uniti è importante sia dal punto di vista culturale che ecologico, poiché la loro esistenza apporta vantaggi per l’ambiente e per altre specie. La presenza dei bisonti contribuisce infatti ad aerare il suolo favorendo la crescita delle piante e la dispersione dei semi autoctoni e a creare buche sul terreno che si trasformano in habitat per specie animali e vegetali. La pelliccia di questi animali viene utilizzata da numerosi uccelli per isolare i nidi, mentre alcuni gufi costruiscono le loro case con lo sterco di bisonte.

I sostenitori del Bison Bridge, come viene chiamato il progetto, sottolineano inoltre come il riutilizzo della struttura esistente possa ridurre gli spechi e i costi e giovare all’ambiente rispetto alla demolizione. Il ponte dei bisonti attirerebbe poi visitatori e turisti e riqualificherebbe l’intera regione. Attualmente, l’area accoglie circa un milione e mezzo di visitatori all’anno, generando 954 milioni di dollari di spesa locale. Visit Quad Cities stima che la realizzazione del nuovo ponte potrebbe quadruplicare quel numero solo nel primo anno. Si tratta dunque di un progetto che una volta realizzato potrà portare benefici per tutti.

Fonti di riferimento: Bison Bridge/The Guardian

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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