Cresce la fobia dei pipistrelli, ai tempi del coronavirus: nessuno li tocchi, sono fondamentali per il Pianeta!

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Hanno affrontato la siccità, il caldo estremo e gli incendi boschivi, e ora hanno a che fare con una nuova paranoia per gentile concessione della pandemia…

I pipistrelli, come ogni anno, sono in numero crescente nei sobborghi delle città australiane, ma mentre sono alla ricerca di cibo, questa volta, dopo lo scoppio della pandemia di coronavirus, stanno creando nuove paranoie tra gli abitanti e una sorta di repulsione nei loro confronti, tant’è che c’è già chi parla di infestazione e vorrebbe vederli sparire.

Ciò però sarebbe un grave pericolo per la sopravvivenza del Pianeta, perché questi pipistrelli giocano un ruolo molto importante nell’impollinazione di numerose piante, tra cui circa 450 specie di piante utilizzate dall’uomo per scopi commerciali: frutti come banana, pesca, guava, mango, avocado, fico, dattero, papaya, mandorla, anacardo, vaniglia e carruba, oltre ad altri prodotti come la tequila (dalla pianta di agave). Aiutano quindi a mantenere la biodiversità e la rigenerazione delle foreste, oltre che essere parte della catena alimentare.

Ma purtroppo, dopo lo scoppio della pandemia da coronavirus, i pipistrelli sono diventati animali tabù. In Australia troviamo la volpe volante dalla testa grigia (Pteropus poliocephalus) e la volpe volante rossa (Pteropus scapulatus).

A Ingham, nell’estremo nord del Queensland, un afflusso di oltre 200mila pipistrelli è stato additato come un’infestazione. I residenti si lamentano del fatto che mangiano i frutti dei loro giardini, che sono rumorosi e che portano cattivo odore, oltre che avere il timore che possano trasmettere delle malattie. Il punto è che man mano che crescende il cemento, il loro habitat scompare, così colpiti dalla siccità e dal disboscamento e gli incendi, i pipistrelli si spingono sempre più nei borghi abitati in cerca di cibo. Questi pipistrelli possono volare centinaia di chilometri

“Abbiamo volpi volanti che diventano sempre più urbane perché stanno perdendo l’habitat. Ora c’è anche una grande diversità di alberi nelle nostre città. I conflitti con gli agricoltori ci sono da decenni”, spiega a The Guardian, Pia Lentini esperto di pipistrelli.

Di fatto arrivano in città però perché stanno morendo di fame e secondo Lentini, non serve a nulla spostarli. Nell’elenco nazionale di specie minacciate d’Australia, le volpi volanti dalla testa grigia sono considerate vulnerabili e la volpe volante dagli occhiali (Pteropus conspicillatus Gould) è stata inserita nel 2019 da vulnerabile a in via di estinzione.

Lentini sta conducendo un progetto di ricerca per comprendere le preoccupazioni delle persone che vivono vicino a nove campi di volpi volanti a Victoria, nel Nuovo Galles del Sud e nel Queensland. “C’è molta rabbia e frustrazione, ma non esiste una vera soluzione rapida per aiutare le persone a vivere vicino alle volpi volanti, bisogna trovare dei compromessi, come mettere doppi vetri e teli ombreggianti”, dice l’esperto. Proprio perché mentre i pipistrelli possono essere un fastidio temporaneo per alcuni (i grandi flussi in genere si dissipano una volta che il cibo è finito), la specie stessa sta lottando per la sopravvivenza.

“Caldo estremo, siccità, incendi boschivi e ogni tipo di sofferenza hanno causato la morte di 70mila volpi dagli occhiali”, spiega David Westcott ecologo che studia la specie da 20 anni.

I pipistrelli australiani – come tutti i pipistrelli – possono trasportare una vasta gamma di virus. Il virus Sars-Covid-2 che ha portato alla pandemia probabilmente ha avuto origine nei pipistrelli, e lo scenario più probabile è un trasferimento “zoonotico” verso un altro animale, e poi verso l’uomo.

“Non dovremmo fingere che le volpi volanti non siano vettori di alcune malattie, ma questo succede solo se si ha un contatto intimo e ravvicinato con l’animale e in generale non succede”, dice ancora Westcott.

Un portavoce del ministro federale dell’ambiente, Sussan Ley, ha affermato che pipistrelli “svolgono un ruolo importante nel nostro ecosistema, impollinando alberi e disperdendo semi in vaste aree. Mentre il dipartimento continuerà a monitorare da vicino la situazione sulle malattie zoonotiche nei pipistrelli, non ci sono prove di Sars-CoV2 (il virus che causa Covid-19) in nessuna specie di pipistrello australiano”.

Fonti: The Guardian/Animali volanti

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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