Pika di Ili: in Cina fa la sua ricomparsa dopo 20 anni il tenero animaletto che vive in alta quota

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Sembra un peluche ma è un animaletto delizioso a tutti gli effetti. È ricomparso in Asia col suo musetto peloso il Pika di Ili (Ochotona iliensis), un piccolo mammifero dell’ordine dei lagomorfi, cuginetto di lepri e conigli, che fu scoperto tra le montagne della Cina nord-occidentale nel 1983 da Weidong Li, uno scienziato dell’Istituto dello Xinjang per l’Ecologia e la Geografia. Non si faceva rivedere da ben 20 anni.

Durante le sue ricerche sulle risorse naturali e le malattie infettive, Weidong Li trovò una piccola creatura dalla folta pelliccia e dalla tenera faccia da orsetto, evidentemente mai individuata prima. Ne inviò un campione all’Accademia cinese delle Scienze e si rese infatti conto che si trattava di una nuova specie.

Da allora sono stati segnalati solo 29 avvistamenti diretti del Pika di Ili, poi per anni se ne è avuta più traccia. Fino al 2014, quando Li si è rimboccato le maniche e ha chiamato a raduno un gruppo di volontari proprio per cercare il Pika sulle sue montagne. Ed ecco qui che quel simpatico musetto è rispuntato fuori.

I pika, o “ocotoni“, sono diffusi, oltre che in Asia, anche in Europa orientale e in America del Nord. Come altre specie nordamericane, il Pika di Ili vive tra i 2.800 e i 4.100 metri e si nutre soprattutto di erbe e piante montane. È di piccole dimensioni, ha un corpo tozzo con zampe corte e robuste, delle orecchie arrotondate e coda cortissima.

Un aspetto davvero simpatico, che un po’ ricorda il Quokka, “l’animale più felice al mondo”.

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Come tutti gli animali che vivono ad alta quota, è molto sensibile ai cambiamenti del suo habitat: negli anni Novanta la sua popolazione era stimata a 2.000 individui, ma secondo l’Unione internazionale per la Conservazione della Natura da allora è in costante diminuzione. Secondo la Lista Rossa della IUCN e il governo cinese la specie è considerata a rischio di estinzione.

Quali sono i più grandi pericoli? Manco a dirlo lo sfruttamento intensivo dei pascoli da parte degli allevatori di bestiame e l’inquinamento atmosferico, che potrebbero togliergli via via del cibo vitale e metterlo a rischio estinzione. È per questo che Weidong Li spera che questo ritorno in scena del pika porti a un’iniziativa per la creazione di aree protette.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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