Centinaia di specie di pesci, molti mangiati dall’uomo, ingeriscono plastica

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Molti dei pesci che portiamo sulle nostre tavole si nutrono della plastica che finisce in mare. E non si tratta di eccezioni, ormai purtroppo è la regola. A confermarlo un nuovo studio, il più completo mai effettuato, che ha calcolato per la prima volta quante specie mangiano la nostra spazzatura.

L’inquinamento da plastica ha pervaso quasi ogni aspetto della biosfera. Cionostante, non abbiamo ancora l’esatta misura del rischio di consumo da parte delle specie marine su scala globale. Per risolvere questo problema, il nuovo studio pubblicato sulla rivista Global Change Biology ha cercato di documentare l’ingestione di detriti di plastica da parte dei pesci marini. In totale sono stati esaminati 171.774 creature appartenenti a 555 specie. E i risultati sono tutt’altro che incoraggianti: 386 specie di pesci hanno ingerito detriti di plastica, comprese 210 specie di importanza commerciale.

Trilioni di pezzi di plastica appena visibili galleggiano negli oceani del mondo, dalle acque superficiali alle profondità marine. Queste particelle, note come microplastiche, si formano quando oggetti di plastica più grandi come borse della spesa e contenitori per alimenti si rompono.

I ricercatori sono preoccupati per le microplastiche perché sono davvero minuscole, ampiamente distribuite e facili da ingerire per la fauna selvatica, accidentalmente o intenzionalmente.

“Studiamo scienza marina e comportamento animale e volevamo capire la portata di questo problema. In uno studio pubblicato di recente che abbiamo condotto con l’ecologo Elliott Hazen, abbiamo esaminato come i pesci marini, comprese le specie consumate dagli esseri umani, stanno ingerendo particelle sintetiche di tutte le dimensioni” spiegano gli autori in un articolo pubblicato su The Conversation.

Nella revisione più ampia su questo argomento  effettuata fino ad oggi, essi hanno così scoperto non solo che 386 specie di pesci marini hanno ingerito detriti di plastica ma che tale malsana abitudine è in aumento.

I ricercatori del Monterey Bay Aquarium, in California, hanno trovato particelle microplastiche dalla superficie al fondo del mare, dove possono essere ingerite da una vasta gamma di creature marine. Purtroppo il problema è noto da tempo. La prima osservazione scientifica di questo problema è arrivata dallo stomaco di un uccello marino nel 1969. Tre anni dopo, gli scienziati hanno riferito che i pesci al largo della costa meridionale del New England stavano consumando minuscole particelle di plastica.

Da allora, oltre 100 articoli scientifici hanno descritto l’ingestione di plastica in numerose specie di pesci. Ma ogni studio ha contribuito solo con un piccolo pezzo di un puzzle molto importante.

“Per vedere il problema più chiaramente, abbiamo dovuto mettere insieme quei pezzi. Lo abbiamo fatto creando il più grande database esistente sull’ingestione di plastica da parte dei pesci marini, attingendo a tutti gli studi scientifici del problema pubblicati dal 1972 al 2019. Abbiamo raccolto una serie di informazioni da ogni studio, comprese le specie ittiche esaminate, il numero di pesci che avevano mangiato plastica e quando quei pesci erano stati catturati” proseguono.

Per ogni specie, inoltre, è stata identificata la  dieta, l’habitat e i comportamenti alimentari. Purtroppo, secondo gli scienziati, le tendenze riscontrate sono state sorprendenti e preoccupanti:

“La nostra ricerca ha rivelato che i pesci marini ingeriscono plastica in tutto il mondo. Secondo i 129 articoli scientifici nel nostro database, i ricercatori hanno studiato questo problema in 555 specie di pesci in tutto il mondo. Eravamo allarmati nello scoprire che più di due terzi di quelle specie avevano ingerito plastica. La nostra revisione di quattro decenni di ricerca indica che il consumo di plastica dei pesci è in aumento. Da una valutazione internazionale condotta per le Nazioni Unite nel 2016, il numero di specie ittiche marine trovate con la plastica è quadruplicato”.

Se si considera l’ultimo decennio, la percentuale di pesce che ingerisce plastica è raddoppiata in tutte le specie. Secondo gli scienziati, i motivi sono essenzialmente due:

“Supponiamo che ciò possa accadere sia perché i metodi di rilevamento delle microplastiche stanno migliorando sia perché l’inquinamento da plastica degli oceani continua ad aumentare”.

Pesci come squali, cernie e tonni che cacciano altri pesci o organismi marini avevano maggiori probabilità di ingerire plastica. Di conseguenza, le specie più in alto nella catena alimentare erano quelle a maggior rischio.

Oltre due terzi delle specie di pesci che avevano mangiato la plastica finiscono sulle nostre tavole. Un problema che ci riguarda davvero da vicino.

Fonti di riferimento: Global Change Biology, The Conversation,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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