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Pesce spada: nei nostri mari si continua a catturarlo illegalmente, maxi sequestro di spadare alle Eolie

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Muovendosi in mare aperto a notte fonda, un gruppo di pescatori pensava di poter utilizzare indisturbato reti da pesca illegali per catturare piccoli tonni e pesce spada, senza essere scoperti. Ma a coglierli con le mani nel sacco a largo delle Isole Eolie è stata l’organizzazione internazionale Sea Shepherd Italia, da anni impegnata a tutela dei mari e contro la pesca illegale.

E, grazie alla segnalazione degli attivisti, la Guardia Costiera di Lipari è riuscita a sequestrare le cosiddette spadare, le reti bandite nell’Unione europea che – oltre ad intrappolare tonni di piccole dimensioni e pesce spada – causano la morte anche di diverse specie in pericolo, tra cui le tartarughe marine e i cetacei. Per il comandante del peschereccio sono scattate una serie di sanzioni per un importo complessivo superiore a 4000 euro.

L’attrezzo illegale sequestrato è una rete della lunghezza di circa 2.500 metri, con ampiezza della maglia di circa 18 cm, usata per catturare illegalmente esemplari di pesce spada.

Gli attivisti di Sea Shepherd raccontano l’operazione in mare

A svelare i dettagli dell’operazione SISO sono gli attivisti di Sea Shepherd Italia, che la notte dell’1 giugno si trovavano a bordo della nave CONRAD per monitorare le attività legate alle pesca illegale e denunciarle alle autorità.

Notte fonda, siamo in navigazione “stealth” (invisibile) quando il nostro radar intercetta un obiettivo che non appare evidente alle vedette sul ponte” – spiegano attraverso un post su Facebook  – Un peschereccio a luci spente (già questa è una infrazione al codice di navigazione) che procede a bassissima velocità. Intuiamo qualcosa di importante. Ci avviciniamo molto lentamente, grazie al vostro supporto siamo dotati di tecnologia agli infrarossi e di visore termico, per noi il buio pesto non è un problema. Lo scenario che appare sugli schermi è inquietante: due, massimo tre uomini stanno issando a bordo di un peschereccio quella che sembra a tutti gli effetti essere una spadara illegale. Attiviamo immediatamente la procedura di intercettazione concordata con la Guardia Costiera chiamandoli per un intervento immediato, accendiamo le nostre luci di navigazione e la search-light che illumina a giorno la scena. Ci avviciniamo decisi e senza paura. Li abbiamo presi! Le reti illegali sono piene di pesci spada agonizzanti e tonnetti. Parte l’inseguimento al buio, il peschereccio prima prova a seminarci a massima velocità poi rallenta, ci mette alla prova con manovre eversive ma, grazie alla telecamera termica, non lo perdiamo di vista. Arrivato al traverso di Lipari si ferma al ‘canneto’ dove si unisce ad altre 5 imbarcazioni nascoste nell’oscurità ma non ai nostri schermi.

L’uso delle spadare è proibito in Italia e negli altri Stati Ue da una normativa europea del 2002, ma purtroppo nel nostro Paese questa pratica continua ad essere ampiamente diffusa e a mietere vittime tra le specie marine.

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Fonte: Sea Shepherd Italia

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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