@World Animal Protection @Diego Fiore/Shutterstock

Pelle e ossa: questi elefanti erano stati lasciati a morire di fame nel parco safari di Bali

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Pelle e ossa e incatenati. Questa la scena terribile che si è trovato davanti un veterinario della fauna selvatica nel parco safari Bali Elephant Camp, a mezz’ora di auto a nord di Ubud, la capitale culturale dell’isola indonesiana.

Dopo la chiusura forzata a causa dell’epidemia di coronavirus, il Bali Elephant Camp stava lasciando morire di fame 14 elefanti, che prima del Covid venivano usati per intrattenere i turisti (un giro in groppa  di mezz’ora costava 230 dollari)

“I nostri amici della conservazione dicono che abbiamo alcuni degli elefanti più sani e felici che abbiano mai visto!” si legge suil sito web dell’azienda.

Ma le fotografie scattate da un veterinario della fauna selvatica nel parco a maggio, e condivise in esclusiva con Al Jazeera, mostravano tutt’alro: diversi elefanti gravemente denutriti e incatenati.

“Non puoi immaginare un elefante magro finché non ne vedi uno”, ha detto Femke Den Haas, un veterinario dei Paesi Bassi che lavora per proteggere la fauna selvatica in Indonesia da 20 anni. “Sono grandi animali e non dovresti vedere le loro ossa. Ma questo era quello che erano: solo pelle e ossa”.

Una nuova casa

Dopo la segnalazione, però, dal momento che il BEC non è riuscito a trovare una soluzione, il governo ha sequestrato gli elefanti.
Tre dei 14 elefanti sono stati adottati da uno zoo non identificato nella vicina isola di Giava.

I restanti 11 sono stati trasferiti al Tasta Wildlife Park, un nuovo e moderno zoo aperto a giugno a Tabanan Regency, una lussureggiante regione montuosa nel centro-sud di Bali. Quando Al Jazeera ha visitato il Tasta Wildlife Park a settembre, tutti gli 11 animali erano stati riabilitati con successo e avevano ripreso peso.

“Non puoi dire che siccome non ci sono più visitatori, non ti occupi più degli elefanti”, ha detto Haas. “Questo è quello che è successo ed è davvero disgustoso perché questi elefanti hanno dato loro profitti per 15 anni. Non ci credo quando dicono che non hanno soldi. Gli elefanti non sono comunque così costosi da curare. Nutrirne uno costa circa 200 dollari al mese”.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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